Scuola, Matteo Renzi risponde su Twitter: ” Ascoltiamo tutti poi scegliamo noi del governo”

Per le elezioni politiche bisognerà aspettare il 2018, per quelle europee il 2019, ma la scuola c’è sempre, il premier Matteo Renzi risponde così su Twitter a chi domanda se pensa più al voto, o alle proteste degli insegnanti.

La verità, risponde indirettamente Silvio Berlusconi in un’intervista a Telenorba, è che le elezioni non convengono né a Renzi ne ai Grillini.

“Io ho detto, quando ho dichiarato la fine del patto del Nazareno di vedere con molta attenzione una possibile deriva autoritaria, lo confermò nella maniera più assoluta, quindi non credo che potremo cambiare la nostra posizione nei confronti di Renzi e del suo Governo” ha dichiarato Berlusconi.

La riforma della scuola tornerà in aula alla camera domani, il voto finale invece previsto per mercoledì, i COBAS hanno già annunciato due giorni di blocco degli scrutini, ed una manifestazione nazionale che dovrebbe tenersi 7 giugno.

Renzi chiarisce il personale delle scuole è stato ascoltato, e specifica che ascoltare non significa assecondare per forza.

Molte critiche vengono dal Movimento Cinque Stelle:

“Dal premier soltanto promesse, per la riforma mancano i soldi”.

Massimo Baroni del M5S: “

questa non è una riforma, ma l’ennesimo colpo di mano del governo, che regala soldi alle scuole private, mentre la scuola pubblica cade a pezzi”.

Giudizio positivo da Area Popolare, che plaude al testo licenziato dal Governo,dice Valentina Castaldini di Area Popolare:

“Stiamo provando la riforma che ha molti aspetti del centrodestra, come l’alternanza scuola lavoro, finalmente l’attuazione della parità scolastica, e quindi siamo soddisfatti e convinti che questa la buona scuola”.

Contro il governo anche, Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni dichiara:

“Si può ricostruire, anzi si deve ricostruire un’alternativa al renzismo perché noi non vogliamo morire renziani ed è quello che fratelli d’Italia cerca di fare, prima di tutto con la coerenza”.

Sulla ripresa dell’occupazione è stato molto cauto Damiano del partito democratico:

“La ripresa fondamentale per far occupazione, le regole del lavoro da sole, non fanno occupazione, la ripresa c’è, perché Draghi ha messo in campo molte risorse per finanziare sia le famiglie le imprese, perché c’è la parità tra dollaro e di euro, perché il petrolio costa meno, perché lo spread è calato, sono tutti fattori positivi, però questa ripresa va cacciata”.

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