Sesso in carcere, in commissione Giustizia proposta di legge sulle stanze della riservatezza e dell’amore

La legge sulle stanze dell’amore. E’ quella proposta da un gruppo di parlamentari al fine di introdurre sostanzialmente il sesso in carcere secondo la Lega. La proposta di legge, che approda in commissione Giustizia, e che vede come primo firmatario l’onorevole Alessandro Zan, ex di Sel ed oggi nel Partito Democratico, mira nello specifico a disciplinare le ‘relazioni affettive dei carcerati‘.

Con la proposta di legge si punta a permettere ai carcerati di fruire, per massimo una visita al mese, di locali a prova di privacy per un massimo di 24 ore. Locali che nello specifico sono senza controlli visivi e nemmeno auditivi.

La proposta di legge non mira nello specifico ad introdurre il sesso in carcere ma, in accordo con quanto mettono in risalto i firmatari, a garantire il ‘diritto all’affettività che sia, in primo luogo, diritto ad avere incontri, in condizioni di intimità, con le persone con le quali si intrattiene un rapporto di affetto’. Proprio oggi la proposta di legge approderà in commissione Giustizia con la Lega che è già pronta a dare battaglia.

Non a caso l’esponente del Carroccio Nicola Molteni, deputato e tesoriere del gruppo Lega Nord e Autonomie dal 25 marzo 2013, su Facebook scrive testualmente: ‘ENNESIMO DELIRIO TARGATO PD!!! Stanze per l’amore e per il sesso nelle carceri per allietare i detenuti!! Galere come BORDELLI!! Questa la proposta di legge del Pd sulle “relazioni affettive dei detenuti” Domani in commissione giustizia ci sarà l’audizione in VIDEOCONFERENZA di due detenuti dal carcere di Padova!! SIAMO ALLA FOLLIA TOTALE!!!!!!’.

Ma Zan chiarisce: «Il sesso non c’entra nulla, qui stiamo parlando di altro. Un detenuto è giusto che venga punito perchè ha commesso un reato, ma non è giusto che sia punita anche la famiglia. La proposta per il diritto all’affettività vuole garantire soprattutto ai figli una situazione di famiglia e di intimità più riservata per gli incontri, riproducendo una situazione di vita famigliare. Sono luoghi dove ci potrà essere sicuramente un bacio, degli abbracci, delle carezze affettuose, ma non incontri sessuali. Esistono già nelle carceri di tutta Europa luoghi di questo tipo, è un diritto di civiltà, solo in Italia non esistono. L’obiettivo è garantire la continuità affettiva ai familiari dei detenuti, soprattutto ai coniugi e ai figli, che attualmente si vedono costretti a fare visita in carcere ai propri cari senza alcuna garanzia di riservatezza e in locali inadeguati, in presenza di molte altre persone. Non a caso martedì, nella prevista audizione via Skype dal carcere di Padova, i parlamentari della commissione Giustizia potranno ascoltare la testimonianza diretta della figlia e della sorella di un ergastolano. Non possiamo permettere che il regime carcerario, così come è attualmente strutturato, annienti l’affettività di queste famiglie, causando ulteriori sofferenze anche a chi non ha colpe».

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