Staminali,nel 2018 arrivano i primi test sull’uomo per creare neuroni

Fissato per il 2018 il termine ultimo per la presentazione dei primi test sull’uomo basati su tecniche omogenee. E’ questo quanto deciso dai ricercatori di Europa e Stati Uniti riuniti nella giornata di ieri a Roma, in Senato, nel corso del convegno sulle terapie con cellule staminali per le malattie neurodegerative organizzato da Elena Cattaneo, la senatrice nonché direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’Università di Milano. Il primo banco di prova dei test sull’uomo del 2018 sarà il morbo di Parkinson sul quale la sperimentazione in realtà è cominciata nel 1987 ma pubblicata per la prima volta nel 1990.

A tal riguardo, Cattaneo senatrice e direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’Università di Milano,ha dichiarato: «Sarà un’apripista e se i risultati saranno positivi ci saranno le basi per andare avanti su molte altre malattie neurologiche, come corea di Huntington, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica (Sla)».La novità altro non è che una combinazione di geni capace di indurre il differenziamento di cellule della pelle in neuroni dopaminergici attivi capaci di produrre e secernere dopamina, considerata essenziale per la trasmissione degli impulsi nervosi connessi al comportamento e al movimento volontario mancanti nei pazienti con Parkinson.

Si tratta di una sorta di terapia genica su cellule staminali seguita da un team guidato da Vania Broccoli, capo dell’Unità di ricerca Cellule staminali e Neurogenesi dell’Irccs San Raffaele di Milano.“Abbiamo messo a punto nuove procedure di riprogrammazione cellulare trasformando cellule della pelle in cellule che abbiano una possibilità terapeutica. Abbiamo utilizzato non fattori di crescita, ma 3 geni”, grazie a virus inattivati usati come vettori “che sono delle ‘centraline di comando’ dello sviluppo neurale”, dichiara Broccoli.

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