mercoledì , 17 gennaio 2018

Buco nero mangia e poi vomita una stella grande quanto il sole

Una stella grande quanto il Sole è stata letteralmente divorata da un buco nero.Si tratta di un evento straordinario ma non impossibile; gli astronomi hanno scattato una foto di un buco nero che mangia una stella per “vomitarla”per la prima volta in assoluto. La foto è stata immortalata da un gruppo di ricercatori coordinato da Sjoert Van Velzen, della John Hopkins University i quali hanno immortalato proprio gli ultimi istanti di una vita di una stella, che finisce la sua vita proprio nel buco nero.

Prima di essere inghiottita la stella ha rilasciato un enorme fascio di materia, ad una velocità che risulta essere molto vicina a quella della luce.«Le nostre osservazioni hanno permesso di seguire la traiettoria della stella, che ha le dimensioni del nostro Sole, mentre si sposta dalla sua orbita e viene catturata dalla gravità del buco nero supermassiccio», spiega Sjoert van Velzen, Hubble fellow alla Johns Hopkins e primo autore dello studio.

Quando una stella finisce in un black hole, viene disintegrata da quelle che i ricercatori definiscono “maree gravitazionali”. Il gas della stella così va a formare un disco di accrescimento che, vorticando attorno al buco nero, raggiunge temperature vicine ai milioni di grado. «A quel punto -spiegano gli scienziati- il gas situato nella zona interna del disco forma una spirale diretta verso il buco nero, dove il rapido moto orbitale ne amplifica il campo magnetico, dando così origine a una sorta di doppio imbuto attraverso il quale alcune particelle riescono a sfuggire in direzioni opposte. Ne risultano getti di materia prossimi alla velocità della luce».

Ed ancora Sjoert van Velzen, ha dichiarato «Questi eventi sono estremamente rari. E’ la prima volta che assistiamo alle fasi principali che abbiamo potuto monitorare nel corso di diversi mesi, cioè dalla distruzione della stella alla formazione del getto relativistico».

Le osservazioni della stella sono state realizzate grazie ad un telescopio situato nelle Haway, installazione effettuata da un team di ricercatori della Ohio state University. Questi buchi neri nelle aree dello spazio molto dense, densità che non permette alla materia, al gas e ad alla luce di fuoriuscire, creando cosi l’effetto di un vuoto.

«La distruzione di una stella da parte di un buco nero è un evento meravigliosamente complicato – conclude van Velzen – e lontano dall’essere ancora pienamente compreso. Dalle nostre osservazioni abbiamo imparato che i flussi di detriti possono organizzarsi e produrre getti molto velocemente. Un tassello importante da aggiungere alla teoria di formazione di questi eventi».

“È la prima volta che vediamo qualcosa dalla distruzione stellare seguita da una fuoriuscita conica, detta anche ‘jet’, e l’abbiamo vista avvenire nel giro di diversi mesi”, ha spiegato Sjoert van Helzen, membro del team di Hubble della Johns Hopkins University. “Gli sforzi precedenti per trovare le prove di questi getti, inclusi i miei, erano sempre arrivati in ritardo“.

I buchi neri sono difficili da studiare perché non possiamo realmente vedere. La loro attrazione gravitazionale è così forte che nemmeno la luce può sfuggire. Hanno solo gli astronomi modo possono studiare i buchi neri è studiando il loro effetto sullo spazio intorno a loro, tra cui quello che consumano e cosa emettono.

Un grande “pasto” come una stella si tradurrà in getti di materiale e di plasma tiro dai poli del buco nero. Non è realmente conosciuta come si formano questi getti, ma secondo una ipotesi, come materiale cade verso il buco nero, è super-riscaldato e espulsa lungo l’asse di rotazione del buco nero, confinato in un getto sottile, conica da forti campi magnetici.

I buchi neri possono anche essere orbitavano dalla materia chiamati dischi di accrescimento. Escludendo la possibilità che il picco improvviso di luce era dal disco di accrescimento del buco nero, il team ha confermato che una stella veniva divorato.

“La distruzione di una stella da un buco nero è meravigliosamente complicata, e lontano da capire”, ha detto van Velzen. “Dalle nostre osservazioni, impariamo i flussi di detriti stellare in grado di organizzare e fare un jet piuttosto rapidamente, che è prezioso input per la costruzione di una teoria completa di questi eventi.”

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