Strage San Bernardino,Obama: “Non sappiamo ancora il perche’ di questo nuovo evento terribile”

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L’America è ancora sotto shock dopo la sparatoria avvenuta nella giornata di mercoledì a San Bernardino in California, costata la vita a circa 14 persone.Nelle prime ore gli inquirenti non hanno potuto escludere nulla, si pensava inizialmente potesse trattarsi di un vero e proprio attentato terroristico, ipotesi confermata poi nella giornata di ieri. “Non sappiamo ancora il perche’ di questo nuovo evento terribile”, ha dichiarato il Presidente, intervenuto proprio dopo aver riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale.“Potrebbe essere legato al terrorismo. Ma è anche possibile che sia legato a una lite sul posto di lavoro“, ha aggiunto il Presidente Barack Obama.

Uno dei killer della strage di San Bernardino si chiama Syed Rizwan Farook e stando a quanto dichiarato da alcune fonti dell’agenzia alla Cnn, è probabile che l’uomo fosse radicalizzato; è emerso che l’uomo fosse in contatto telefonico e non solo con alcuni soggetti legati al terrorismo internazionale. Lo stesso Syed avrebbe già compiuto diversi viaggi in Medio Oriente insieme alla moglie. Syed Razmin Farook è un 28enne cittadino americano, un dipendente della contea presso l’ispettorato della Sanità e la strage sarebbe stata compiuta proprio nei locali dove era stato organizzato il pranzo natalizio dalla County Health Department.

Gli agenti di polizia nella giornata di ieri hanno effettuato un sopralluogo nell’appartamento dei due killer sita a pochi chilometri dal centro dove è avvenuta la strage; all’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti 5 mila munizioni ed esplosivi artigianali, 12 tubi-bomba proprio come quello rinvenuto vicino la sala conferenza dell’inland regional center, teatro della sparatoria che per fortuna non è esploso, a causa di un malfunzionamento di un telecomando.

“Non sappiamo ancora il perché di questo evento terribile”, dice Barack Obama “L’Fbi sta indagando, andremo fino in fondo”. La connessione al terrorismo resta incerta, “non lo sappiamo. E’ possibile”, ha dichiarato Obama.

“Ci saranno molti colloqui – ha proseguito il presidente – dobbiamo capire la natura del rapporto tra l’autore dell’attacco e i suoi superiori al lavoro. Dobbiamo aver maggiori dettagli. Resteremo con gli occhi aperti, raccoglieremo prima i fatti poi tireremo le conclusioni”.

Il problema resta l’accesso alle armi. “Il legislatore dovrà prendere delle misure per fare in modo che l’accesso alle armi non sia così facile come è oggi” ha dichiarato Obama. “Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto – che siano assunte misure di buon senso, affinché sia più difficile che i cittadini acquistino armi”. Obama ha anche sottolineato che gli Usa dispongono “di un’intelligence molto forte, forze dell’ordine e soldati che lavorano efficacemente per la sicurezza. Ma non possiamo affidarci solo a loro, dobbiamo affrontare il problema, tutti abbiamo un ruolo da svolgere”.

Ventiquattro ore dopo la carneficina di San Bernardino, nella sua seconda dichiarazione pubblica dalla Casa Bianca, il presidente Obama ha concesso stamane che «potrebbe essere un atto di terrore», ma ha tenuto aperta anche la strada di una disputa «sul posto di lavoro». Ha detto che l’FBI indaga e che ci vorrà molto tempo per capire il perché di tanta furia assassina. E vero. Finora non è emersa alcuna traccia concreta di che cosa abbia guidato l’azione della coppia killer, marito e moglie. Ma delle due facce politiche della tragica medaglia che ha lasciato 14 morti e 21 feriti nel locale che ospitava la festa di Natale dei dipendenti del Centro sociale in cui lavorava il giovane, Barackha scelto di citarne solo una, la diffusione facile ed eccessiva delle armi in America, e lo ha fatto per spingere il Congresso a leggi più severe.

Dell’altra, il reale elefante nella cristalleria, ossia la matrice del fanatismo religioso dell’azione, neppure un accenno: dei colpevoli accertati, Syed Farook, 28 anni, e Tashfeen Malik, 27, uccisi dalla polizia quattro ore dopo la strage, non ha dato i nomi, né la loro religione musulmana. Aspettiamo pure che le indagini sul passato recente del duo rintraccino elementi chiarificatori inoppugnabili per una versione o per l’altra. Per esempio, episodi che dimostrino che Farook covasse un tale odio per i suoi compagni di lavoro da concepire la più sanguinosa delle punizioni, coinvolgendo la moglie neomamma.

Oppure, che emergano prove dei suoi contatti con gruppi jihadisti o proclami sui social media di adesione solitaria alla fede islamica più radicale. Per ora ci sono già ammissioni non ufficiali, registrate dal New York Post e dalla CNN, di un legame di Farook con soggetti sospettati di terrorismo che l’FBI stava investigando. «Era in contatto con altri che erano sotto vigilanza dell’FBI, e potrebbe benissino essere stato radicalizzato», ha detto una fonte al New York Post. Altre fonti, che hanno parlato con la CNN, hanno detto che la radi- calizzazione è stata un motivo che ha contribuito, ma che anche soprusi sofferti in ditta possono aver giocato un ruo- lo.PerlaCNN, Farookhaavu- to contatti con soggetti terroristici via telefono e via socialmedia. Il New York times, l’Fbi ha aperto un’indagine per terrorismo.

Intanto, tiene sempre banco la ricostruzione della dinamica dell’attacco, che ha occupato l’intera giornata di mercoledì. La divisione sanitaria della Contea stava tenendo una festa natalizia nella sala delle conferenze del Centro per i suoi dipendenti, tra i quali c’era Farook, ispettore da 5 anni. Prima della fotografia di rito, il giovane ha lasciato la compagnia in fretta e furia, abbandonando il cappotto sulla sedia. Qualcuno avrebbe poi detto che era «arrabbiato», ed è questo il particolare che darebbe spazio alla motivazione della reazione virulenta. Dopo poco tempo, infatti, il giovane è tornato nella sala con la moglie. I due, vestiti in nero con corpetti militari di protezione, il volto coperto da passamontagna e dotati di camere fotografiche GoPro per registrare l’eccidio, hanno fatto irruzione e hanno cominciato a sparare. Avevano entrambi un Incile AR-15 semiautomatico e una pistola Smith & Wesson, armi che erano state acquistate regolarmente. Prima di lasciare i locali, i terroristi hanno piazzato ordigni collegati ad una auto-giocattolo attivabili con congegno a distanza, ma poi non sono riusciti a farli saltare.

«Sono venuti preparati a fare quello che hanno fatto, come fossero in una missione», ha poi raccontato il capo della polizia di San Bernardino Jarrod Burguan. Dopo aver scaricato le armi una prima volta, con calma le hanno ricaricate e hanno continuato a sparare per ammazzare. L’esecuzione è durata solo qualche minuto, poi i due sono potuti uscire indisturbati dalla sede, che non ha guardie armate come protezione, sono risaliti sul loro SUV nero e sono fuggiti. La polizia è accorsa sul posto, ma l’auto dei killer è stata rintracciata solo diverse ore dopo, a meno di due miglia di distanza dal luogo del crimine. La coppia, che aveva affidato in mattinata il figlio di sei mesi alla nonna che vive poco distante da San Bernardino, non aveva insomma deciso di scappare oltre confine come avrebbe avuto il tempo di fare, ma è restata in zona. Una volta scoperti dagli agenti, i due hanno ingaggiato una battaglia a colpi d’armi da fuoco, ferendo non gravemente un inseguitore ma finendo ammazzati: uno all’interno del SUV, l’altro colpito a pochi metri di distanza dall’auto dopo esserne uscito. Hanno anche lanciato finte granate dai finestrini dell’auto, che è risultata essere un mini-arsenale. La casa di Redlan- ds, la cittadina dove abitava la famiglia di Farook, è stata descritta dagli inquirenti come «una fabbrica di bombe improvvisate» dopo essere stata ispezionata.

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