mercoledì , 17 gennaio 2018

Streaming Bayern Monaco-Barcellona Gratis su Rojadirecta (TV-Sky-ITA)

Bayern Monaco-Barcellona streaming e diretta live gratis Champions League 12 maggio.

Stasera sarà una partita di ritorno tutta da seguire la Bayern monache Barcellona, la gara è valida come semifinale di Champions. All’andata gli spagnoli si sono imposti sui tedeschi con un secco 3-0 e questo potrebbe già aver messo fine alla squadra del Bayern, ma i giocatori del Barcellona ci hanno abituati a spettacolari rimonte, come quella ai danni del Porto nei quarti di finale, quindi non è da escludere che anche questa sera il Bayern Monaco non riesca afarlo anche lui.

Le seguenti,sono le probabili formazioni che stasera scenderanno in campo:

Bayern Monaco (4-3-3): Neuer; Rafinha, Boateng, Benatia, Bernat; Lahm, Thiago Alcantara, Xabi Alonso; Götze, Müller, Lewandowski. All. Guardiola.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; Dani Alves, Pique, Mascherano, Alba; Iniesta, Busquets, Rakitic; Neymar, Messi, Suarez. All. Luis Enrique.

Dove e come vedere Bayern Monaco Barcellona in diretta TV?

Per tutti gli abbonati di Sky, la partita Bayern MonacoBarcellona sarà trasmessa su Canale 251.

Dove e come vedere Bayern Monaco Barcellona in streaming gratis?

Per vedere lo streaming gratis in diretta live, si può usufruire del servizio messo a disposizione Sky Go e sul famosissimo sito di dirette sportive Rojadirecta.

L’ultima volta fu una rivoluzione vera, di quelle  talmente incisive da cambiare la storia, tanto che non si è più vista una ripulita così radicale al Bayern. L’ultima volta che i rossi persero quattro partite consecutive, prima di queste tre settimane, era ottobre 1991, quasi 24 anni fa. La prima di quelle quattro cadute causò il licenziamento dell’allenatore. Si chiamava Jupp Heynckes: sì, il genio della tripletta del 2013. Arrivò Soren Lerby e, forse perché è danese, il debutto in Europa fu spettacolare, per i suoi connazionali: B1903 Copena-ghen-Bayern 6-2, in Uefa; rimane il più alto k.o. dei rossi nelle coppe. La stampa commentò: Mickey Mouse Truppe, la squadra di Topolino. IÌ presidente, che non era Walt Disney bensì Fritz Scherer, capì che l’intervento doveva essere profondo. Chiamò Franz Beckenbauer, c.t. campione del mondo in esilio miliardario al Marsiglia; telefonò a Karl-Heinz Rummenigge, calciatore pensionato con l’hobby delle telecronache, voce tecnica della nazionale. Ragazzi: smettetela con i divertimenti e venite a salvare il vostro ex club. Entrarono come vice presidenti il 25 novembre 1991: la genesi del Bayern moderno.

RIALZARSI Il Bayern ha sempre vinto in casa in questa Champions, con 13 reti nelle ultime due uscite, ma anche se oggi diventeranno cinque, le battute d’arresto consecutive non produrranno un terremoto come nel ‘91: le leggende del club sono ancora tutte in carica e di grandi ex in giro ce ne sono pochi. Lothar Matthäus come è noto non è benvoluto «nemmeno come giardiniere» (disse Hoeness); Luca Toni potrebbe occuparsi delle pubbliche relazioni, ma si diverte ancora sul campo. Il Bayern ha visto svanire una Champions al 92’ mentre al 90’ era in vantaggio (1999 contro il Manchester United): due anni dopo acchiappò la coppa. Il Bayern è affogato nelle lacrime di chi perde lo stesso trofeo in casa, nel 2012, e all’ultimo rigore: dodici mesi dopo lo ha riportato in sede. Succederà così anche adesso, in caso di un’eliminazione data per certa, a meno di miracoli: si metterà a comprare per arrivarci l’anno prossimo, o tra due. L’eccellenza si perde quando si sparisce dall’Europa in autunno, non a maggio.

Come prima del ritorno contro il Porto, quando doveva recuperare un 3-1, Pep Guardiola ha riaffermato ieri che resterà nella prossima stagione. Sarà la decima replica del concetto nell’ultimo mese, a memoria dei cronisti, ma Pep ha voluto esagerare apposta: «Oh ragazzi, l’ho detto duecento milioni di volte. Ho ancora un anno di contratto e la prossima stagione rimango qui. È tutto». Non lo ha spiegato per scaramanzia, visto che i portoghesi sono stati schiacciati con sei gol; sono le voci riaffiorate su un passaggio immediato al Manchester City, è la richiesta retorica di Beckenbauer, nel suo ruolo di opinionista e non di presidente onorario, di «confessare» a costringere Pep alla risposta. Guardiola ha in mente di rifare questo Bayern per riprovarci almeno un’altra volta. Dopodiché sarà libero di andare in Inghilterra, come argomenta da tempo.

RASSEGNAZIONE? Quando dice di «non essere il migliore al mondo, queste sono cagate: ho vinto tanto perché avevo giocatori formidabili, a Barcellona come qui», Pep sottintende che adesso i migliori non li ha perché sono rotti e per una volta anche il Kaiser è d’accordo: «Il potenziale attuale non è sufficiente per superare il Barcellona». Ma Guardiola ci prova: «Siamo il Bayern: non ho mai pensato prima di una partita di non avere alcuna chance. Sono realista ma ottimista». Che vuol dire tutto e niente. Anche Lerby batté i danesi al ritorno: soltanto 1-0. Cinque mesi dopo venne esonerato.

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