Tassista violentata, poca sicurezza per sensibilizzare gli organi competenti le tassiste sono pronto a scendere in piazza

L’unica cosa che ha detto, e che non gli era mai capitato prima, è stato vittima di un raptus perché da un po’ di tempo, dopo la separazione con la moglie, aveva avuto qualche problema.

Così, ha provato a giustificarsi Simone Borgese, ma la realtà è ben diversa e senza giustificazioni, così davanti al magistrato, ha confessato di aver sequestrato e violentato una tassista alla periferia di Roma,raptus dice lui, un’azione premeditata sono convinti invece gli inquirenti, visto che il trentenne romano ha fatto cambiare più volte strada alla conducente di Aquila nove in nome della macchina guidata fino a quella di è isolata dove Roma diventa campagna.
È lucidissimo il suo racconto, lo tirate per i capelli, e lei piangeva, l’ho colpita,violentata poi io ho rubato soldi e telefono.

L’uomo è separato e padre di una figlia di sette anni, un lavoro saltuario da cameriere, Borgese aveva l’abitudine di prendere il taxi senza pagare, ad incastrarlo un identikit accurato, e la testimonianza di un altro tassista a cui non aveva pagato la corsa, il conducente furioso si era fatto dare il numero di cellulare, la traccia che gli investigatori hanno seguito per arrivare a lui.

Su un totale di 7.500 taxi bianchi, le donne alla guida sono circa 700, nonostante il rapido arresto del cliente che ha rapinato e violentato una di loro, la preoccupazione è ancora forte. Lamentano scarsità dei controlli di misure di sicurezza, per sensibilizzare gli organi competenti le tassiste sono pronto a scendere in piazza.

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