Banche, intervento del Fondo interbancario Tercas bocciato da Ue: subito una strada alternativa

Nel salvataggio di Banca Tercas sono state infrante le regole europee. E’ questa la conclusione di un’indagine da parte della Commissione Ue il cui risultato era peraltro scontato ed ampiamente atteso. In pratica il salvataggio attraverso il Fondo interbancario è stato bocciato come ‘aiuto di stato incompatibile’.

In Banca Tercas si è però già giocato d’anticipo visto che il salvataggio attraverso il Fondo interbancario, che prevede un intervento del sistema bancario a supporto dell’Istituto in difficoltà, da obbligatorio è diventato volontario in modo tale che il Fondo stesso non agisca per conto dello stato italiano così come messo in evidenza dall’Ue che ha bacchettato l’Italia.

Inoltre, rispetto alle quattro banche salvate per decreto dal Governo stavolta con Tercas non ci saranno casi di risparmiatori rimasti con il cerino in mano in quanto la Popolare di Bari ha rimborsato 55 milioni di obbligazioni subordinate. In questo modo i clienti Tercas, titolari di obbligazioni dell’Istituto, non faranno, al netto degli interventi riparatori del Governo Italiano, la stessa fine di quelli di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti.

‘Il meccanismo volontario, per definizione non assoggettabile ai vincoli previsti per gli aiuti di Stato, provvederà a replicare il precedente intervento, restituendo alla Banca Tercas l’intero ammontare delle risorse che questa dovrà retrocedere al FITD in esecuzione della decisione della Commissione’, precisa con un comunicato ufficiale il Dipartimento del Tesoro del Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, aggiungendo che ‘l’intervento del meccanismo garantirà la piena continuità finanziaria e operativa di Banca Tercas, neutralizzando le conseguenze negative della decisione della Commissione europea‘.

LE MOTIVAZIONI DI BRUXELLES   «Se uno Stato membro opta per lo schema di garanzia dei depositi per ricapitalizzare una banca» allora «è soggetto alle regole Ue sugli aiuti di Stato».È questo il testo della missiva inviata al ministro Padoan dai commissari Ue alla concorrenza Jonathan Hill e Margrethe Vestager. La lettera «spiega che si applicano le regole Ue sugli aiuti di stato e la direttiva sulla risoluzione delle banche» e l’uso dello schema obbligatorio di garanzia dei depositi non fa eccezione, precisa la Commissione Ue, ricordando che «c’è anche una semplice logica soggiacente» alla missiva: «il sostegno pubblico deve arrivare solo in ultimo ricorso», altrimenti le regole Ue che salvaguardano i contribuenti «potrebbero essere facilmente aggirate». La linea «morbida» di Roma sarebbe stata bocciata perché l’utilizzo del Fondo interbancario non poteva essere deciso con un atto di legge del governo.

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