Terremoto in Regione, Mastursi lascia anche la segreteria del Pd

La Procura di Roma avvia indagini a carico del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ma lui afferma “senza alcun margine di equivoco” la sua “totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta”, chiede di essere ascoltato dai magistrati e annuncia una conferenza stampa per chiarire “ogni aspetto” della vicenda. “Pure io sono furbo”.

“Da Napoli lanciamo la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo. Noi siamo parte lesa e ci rivarremo su chiunque offendera le nostre persone”. “I cittadini italiani hanno il diritto di essere rappresentati da persone perbene”, dice in conferenza stampa.

Le dimissioni di Mastursi.

Un nuovo scandalo, dunque, potrebbe investire il governatore della Regione Campania. Lo rende noto la segreteria regionale del Pd della Campania. Il Pd mostra comunque tranquillità: “L’iscrizione è un atto dovuto”, trapela dai vertici Dem. Intanto il braccio destro di De LucaCarmelo Mastursi si è dimesso dalla segretaria campana del Pd. Tra gli indagati nella stessainchiesta ci sono anche la giudice Anna Scognamiglio, relatrice dell’ordinanza con cui lo scorso luglio era stato accolto il ricorso di De Luca contro la sospensione prevista dalla legge Severino(grazie a quella sentenza De Luca si era potuto insediare come presidente), e suo maritoGuglielmo Manna. Per questo, De Luca e il suo staff sono al momento sotto inchiesta per ireati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. “Vada avanti senza guardare in faccia a nessuno”, ha detto martedì sera De Luca che, riferendosi a quanto pubblicato stamani dai giornali ha parlato di “ricostruzioni fantastiche politiche giudiziarie” in merito alle quali – ha aggiunto – “non perdo neanche dieci secondi”.

“Non conosco assolutamente né De Luca, né Mastursi, né Vetrano con i quali non ho mai avuto contatti di alcun genere, né, quindi, ho loro mai chiesto, né potuto chiedere, alcun favorené per me né per mio marito“. La vicenda era iniziata a maggio scorso, quando Vincenzo De Luca fu eletto governatore, poco dopo, il 27 giugno il premier Renzi lo sospese e il caso arrivò nelle mani del giudice civile Gabriele Cioffi. Secondo la ricostruzione offerta fin ora, la cui veridicità sarà verificata dalle indagini in corso, la sentenza a favore di De Luca emessa dalgiudice del Tribunale di Napoli il 22 luglio sarebbe stata la moneta di scambio per ottenere dei favori o incarichi nel mondo della sanità per il marito Manna in cerca di un posto prestigioso.

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