Tiscali lancia la fibra e si fonde con Aria

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Tiscali ha annunciato la fusione con Aria, l’operatore Wimax, entro il 2015 e che la nuova società sarà controllata da un fondo russo. Sì, Tiscali diventerà russa, come già Wind (vale la pena ricordare che negli ultimi mesi Telecom Italia è diventata a controllo francese). Tiscali, grazie alle sinergie con Aria, potrà lanciare offerte residenziali su onde radio 4G fino a 50 Mbps. Ha già lanciato, sempre a luglio, un’offerta in fibra ottica a 50 Megabit: a 39,95 euro al mese, in 50 comuni, che diventeranno 160 entro fine anno. La tecnologia è “fibra fino agli armadi stradali”, ergo gli ultimi 200 metri circa restano in rame fino a casa dell’utente. È la prima offerta fibra di Tiscali ed è su rete Telecom Italia, che pure ha tagli da 50 Megabit oltre che da 30 Megabit. Vodafone ne ha da 30,100 e 300 Megabit. Fastweb da 10, 20 e 100 Megabit.

TIM E IL 4G ULTRAVELOCE Entro la fine dell’anno i clienti TIM che si connettono in LTE potranno navigare a una velocità pari a 300 Mbps grazie alla combinazione delle tre bande disponibili (800,1.800 e 2.600 MHz). Questa nuova tecnologia, chiamata Three Carrier Aggregation, garantirà ai clienti Tim un’esperienza di navigazione mobile mai sperimentata finora. Grazie
a una partnership tecnologica con Ericsson e Qualcomm, Tim ha reso di fatto obsoleta la pur lusinghiera Dual Carrier Aggregation (la cui velocità massima è di 220 Mbps), presentata solo un anno fa e resa disponibile per i terminali compatibili nello scorso autunno. Nei laboratori torinesi del TILab, dove è stata avviata la ricerca sulla LTE Advanced, è stato toccato il picco di 450/Mbit al secondo: la massima velocità raggiungibile dalla nuova tecnologia.

LA TREDICESIMA DEGLI OPERATORI Da quest’estate i canoni delle offerte ricaricabili su cellulari sono diventati invisibilmente più “pesanti”. Ci fanno pagare di più rispetto a prima (a parità di prezzo nominale), ma senza che ce ne accorgiamo. È possibile perché tutti gli operatori (eccetto 3 Italia) sono passati a una tariffazione quadri-settimanale da quella mensile che avevano prima, Significa che se prima 20 euro ce li facevano pagare una volta al mese (che come sappiamo ha 30 o 31 giorni, eccetto febbraio), adesso l’addebito scatta ogni 28 giorni. Perdiamo insomma qualche giorno ogni mese; alla fine, le associazioni dei consumatori hanno calcolato che è come se in un anno pagassimo 13 canoni invece di 12. Un mese, in più, insomma: un “trucchetto” nascosto, secondo Federconsumatori eAltro- consumo. La pensa così anche il M5S, che ha segnalato la novità all’Anti- trust. Al momento, però, gli operatori vanno avanti con la nuova formula, che dicono di aver adottato per mere ragioni di semplificazione tariffaria.

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