Palermo: studente 19enne della Facoltà di Lettere precipita dalla finestra del settimo piano, suicidio?

Una vera tragedia è avvenuta nella giornata di ieri a Palermo, e nello specifico in Viale delle Scienze presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove un giovane studente di 19 anni, sarebbe precipitato dal settimo piano. Lo studente in questione avrebbe compiuto 20 anni il prossimo mese di marzo e da quanto emerso, sarebbe risultato iscritto al primo anno del corso di Mediazione linguistica.

Il caso ha voluto che si trattasse della stessa finestra dalla quale precipitò un altro studente, ovvero Norman Zarcone, dottorando di 27 anni,nel settembre del 2010.

Sarebbero intervenuti i vigili del fuoco per recuperare il corpo del diciannovenne, sulla cui morte è stata avviata un’indagine dai carabinieri; i vigili del fuoco, hanno anche ritrovato lo zaino sul davanzale della finestra del settimo piano da dove il ragazzo si sarebbe poi gettato nel vuoto. Al momento, i carabinieri pensano si tratti di un suicidio, piuttosto che di un incidente. Increduli gli studenti presenti ed anche tutto l’Ateneo che ha ha inviato nel corso di tutta la giornata molti messaggi di cordoglio alla famiglia.

Intervenuto anche il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, il quale ha dichiarato: “Voglio manifestare la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente e da rappresentante della comunità accademica, ed esprimere grande vicinanza alla famiglia per questa tragedia che ancora una volta ci fa riflettere sulla fragilità dei nostri giovani, sulla necessità di sostenerli nel loro percorso umano e di studio, e sul nostro doveroso impegno a dare loro fiducia nel futuro, nel merito, nel pieno soddisfacimento delle loro attese”.

Ora qualcuno penserà che sia maledetta la Facoltà di Lettere all’università di Palermo. Ieri uno studente di 19 anni, G.D.T., è precipitato trovando la morte sul terrazzo del primo piano dell’edificio. E ieri, dopo la tragedia, tra colleghi, professori e studenti, erano in molti a sussurrare «Come Norman» Zarco- ne, il dottorando di 27 anni che, dopo aver confidato a molti i timori sulla sua carriera per via del peso esercitato dai cosiddetti “baroni”, si uccise gettandosi nel vuoto il 13 settembre del 2010 dallo stesso piano e dalla stessa facoltà teatro della tragedia di ieri.
Il giovane studente palermitano era iscritto al primo anno del corso di Mediazione linguistica.

Secondo alcune testimonianze era da poco entrato nell’aula per seguire una lezione di inglese per uscirne di corsa dopo quindici minuti, forse dopo aver ricevuto un messaggio. Ha quindi lasciato lo zaino sul davanzale della finestra del settimo piano e ha detto addio alla vita senza lasciare una spiegazione. La madre, sconvolta, è stata accolta dal rettore Fabrizio Micari al suo arrivo all’università. Poi, via via, si sono radunati parenti e amici. «Voglio manifestare la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente ed esprimere grande vicinanza alla famiglia», ha detto il rettore. Sul caso indagano i carabinieri.

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