Trifone Ragone e Teresa Costanza, c’è una nuova pista nel giallo della loro morte

Non riusciamo più a metterci in contatto con Sonia. E scomparsa all’im-prowiso: ha cancellato il proprio profilo Facebook e cambiato il numero di telefono. Era stata lei a contattarci e a parlarci dell’omicidio dei fidanzati di Pordenone, ma poi è svanita nel nulla e ora siamo molto preoccupati. Sonia conosceva bene Teresa, avevano dormito spesso insieme dopo alcune serate trascorse in locali notturni e in discoteche del Friuli. Qualcuno, forse, ha capito che stava ‘raccontando’ troppo e l’ha minacciata al punto da spingerla a scomparire. Quelle persone non perdonano e sanno come convincere la gente a stare in silenzio. Gianfranco Manconi, un nostro amico comune, ha preferito ammazzarsi piuttosto che continuare a subire minacce da quella gente…”.

IL LEGAME TRA SONIA, TERESA E MANCONI

Chi parla con Giallo è un amico di Gianfranco Manconi, il culturista sardo di 38 anni morto suicida il 17 febbraio del 2015. Come vi abbiamo già riferito nelle scorse settimane, Manconi conosceva bene Teresa Costanza, la bella 30enne di origini siciliane ma residente a Pordenone uccisa a colpi di pistola insieme al fidanzato Trifone Ragone, un militare di 28 anni con la passione per il sollevamento pesi. Il duplice delitto si è consumato lo scorso 17 marzo nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone che entrambi frequentavano. Una vera e propria esecuzione: sei colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata. Ma torniamo alla misteriosa scomparsa di Sonia. Chi è questa donna? Perché ha deciso di cambiare numero di telefono, di eliminare improvvisamente il suo profilo Facebook e di far perdere le proprie tracce risultando irreperibile anche per i suoi amici più cari? Ma, soprattutto, di chi ha paura e che cosa c’entra questa ragazza con le morti di Gianfranco Manconi, di Teresa Costanza e di Trifone Ragone?

DORMIVANO INSIEME E SI CONFIDAVA CON LEI

Sonia (nome di fantasia) è originaria di Pordenone e per tanti anni ha vissuto nella cittadina friulana insieme al papà e a una sorella. Sonia aveva frequentato a lungo sia Gianfranco Manconi sia Teresa Costanza. Ci racconta l’amico di Manconi: «Conosco Sonia da tanti anni. La ragazza andava negli stessi locali in cui Gianfranco lavorava come buttafuori e in cui Teresa faceva la ragazza immagine o la cameriera. Sonia mi aveva raccontato che quando facevano molto tardi, Teresa andava a dormire a casa sua. Tra le due ragazze si era instaurato un rapporto di grande amicizia. Teresa si confidava molto con lei: talvolta le parlava di quanto fosse difficile e rischioso fare la ragazza immagine. Appresa la notizia della morte di Teresa e del suo compagno Trifone, e vedendo in televisione e sui giornali alcuni volti a lei noti, Sonia si è messa in contatto con noi. Era terrorizzata e non riusciva a capire perché due ragazzi apparentemente così tranquilli fossero stati trucidati senza pietà. Come tutti noi, non ha potuto che collegare lo strano suicidio di Gianfranco con l’esecuzione dei due fidanzati di Pordenone». L’amico di Sonia, poi, ci racconta un particolare davvero sconvolgente: «In passato anche Sonia aveva rischiato grosso. Una volta fu proprio Gianfranco a salvarla, nascondendola in un paesino della Svizzera. Un gruppo di malviventi, infatti, aveva iniziato a perseguitarla. Sapevano del rapporto speciale che c’era tra lei e Gianfranco Manconi, e facendo pressioni su di lei, con pesanti minacce, speravano di ottenere il silenzio dell’amico culturista, che era stato appena arrestato e che dal carcere avrebbe potuto fare i loro nomi e rivelare i loschi affari che ruotavano intorno al mondo dei locali notturni». Lo stesso Manconi, prima di togliersi la vita sparandosi al cuore con un fucile, era stato minacciato. «Neppure morto torno a Pordenone», aveva detto alla fidanzata in una delle loro ultime conversazioni telefoniche. Manconi, che era fuggito da Pordenone per rifugiarsi in Sardegna dalla propria famiglia, era terrorizzato dall’idea di dover tornare in Friuli per affrontare un processo. Oltre al carcere, infatti, rischiava di imbattersi proprio in quelle persone che lo minacciavano continuamente. Nei giorni scorsi i suoi famigliari hanno presentato, attraverso il loro avvocato, una denuncia nei confronti di Murad Dudaev, accusato di diffamazione e istigazione al suicidio. Il 26enne russo, conalle spalle diversi precedenti penali, in televisione aveva «offeso e infangato la memoria di Gianfranco, che non può più difendersi perché chiuso in una bara. È vergognoso quello che è stato fatto: è stata data la possibilità ad alcuni personaggi di continuare a offendere e minacciare Gianfranco anche da morto. Speriamo che tutti coloro i quali hanno delle responsabilità in questa torbida vicenda siano puniti», dicono a Giallo i famigliari di Manconi. Sonia, prima di sparire, è stata interrogata dai carabinieri che da quasi due mesi indagano sul delitto dei fidanzati. La sua testimonianza è stata ritenuta molto interessante e avrebbe offerto spunti utili alla soluzione del giallo. E per questo che ha preferito nascondersi?

Gli inquirenti sono convinti che il movente del duplice omicidio sia passionale e guardano con particolare attenzione all’ambiente della palestra. Nelle scorse settimane abbiamo pubblicato le foto che ritraggono alcuni personaggi mentre maneggiano armi all’interno della palestra che Trifone frequentava tutti i giorni e davanti alla quale è stato ucciso. Non è escluso che l’assassino abbia agito su commissione e che per il mandante del delitto sia stato facile reperire un sicario proprio in palestra. I carabinieri stanno scavando nel passato di Teresa: la donna, infatti, potrebbe aver pagato con la vita il rifiuto alle avances di un uomo pericoloso, affrontato poi a muso duro da Trifone.

One comment

  1. Come poteva metterla in salvo se era in carcere?

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