Troppi anziani con una cattiva abitudine alimentare, cibo scaduto sulle loro tavole

Un particolare studio condotto dall’Università Cattolica di Roma ha messo in evidenza la cattiva abitudine alimentare che coinvolge parecchi anziani. Tale studio, presentato in occasione della giornata della Ricerca dedicata al tema della nutrizione in occasione dell’Expo 2015, in corso a Milano, ha preso in esame 200 anziani la cui età media si aggira intorno ai 74 anni e di questi 200 anziani dallo studio è emerso che solamente il 15% di questi erano interessati ad ottenere dei consigli sulla nutrizione, il resto degli anziani invece non ne sentivano la necessità.

Sulla questione è intervenuto Francesco Landi, del dipartimento di Geriatria, il quale ha nello specifico dichiarato:

“Le carenze nutrizionali e una non corretta alimentazione associate a una ridotta attività fisica possono essere causa di insorgenza della fragilità fisica e cognitiva durante l’invecchiamento. Il mangia del cibo dopo la scadenza, il 90% dichiara di non essere disposto, anche per motivi economici, a cambiare regime alimentare andando verso regimi dietetici più corretti. Questo determina un deficit di proteine indispensabili per la salute del cervello e dei muscoli”.

Molto spesso ci sentiamo dire quanto sia importante mantenere una corretta abitudine alimentare in quanto da una cattiva abitudine alimentare possono poi scaturire seri problemi di salute. Purtroppo però dallo studio sopra citato è emerso che un anziano su tre si nutre male e addirittura in alcuni casi alcuni anziani mettono a tavola anche cibi scaduti. A fare la sua parte in questa vicenda vi è sicuramente, oltre che la cultura di ogni persona, anche la crisi in quanto sono molti gli anziani che non possono nemmeno permettersi di comprare i medicinali per potersi curare.

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