Tumore ovarico, il nemico invisibile per tutte le donne

Si chiude oggi, venerdì 27 novembre del 2015, la campagna ‘Sguardi di energia‘ che, promossa dall’Associazione contro il tumore ovarico (Acto), è stata ospitata a Roma presso il Policlinico Gemelli. La campagna, che è stata realizzata dall’Acto in collaborazione con Yuongblood Mineral Cosmetics, e con il supporto della società farmaceutica Roche, ha avuto come obiettivo quello di offrire sedute di trucco e di conforto alle donne che sono in cura e che quindi devono affrontare dal punto di vista terapeutico delle sfide impegnative.

Il tumore ovarico d’altronde è un nemico silente e subdolo che le donne devono assolutamente conoscere ai fini della prevenzione e della diagnosi precoce in quanto difficilmente poi si guarisce se si deve intervenire in fase tardiva.

In Italia quello ovarico è il sesto tipo di tumore più diffuso ed il più aggressivo tra quelli di natura ginecologica con seimila nuovi casi scoperti ogni anno. La diagnosi precoce anche per il cancro ovarico gioca un ruolo fondamentale per la sopravvivenza, ma è importante anche quella che è la storia personale di ogni donna.

In particolare, se in famiglia la mamma, la sorella e, in generale una parente stretta ha dovuto affrontare un caso di tumore ovarico, allora è possibile recarsi in un centro specialistico al fine di effettuare il BRCA che è un test di predisposizione genetica. E questo perché, come si ricorda proprio attraverso la campagna ‘Sguardi di energia‘, il nemico si mimetizza fino al momento in cui non compare in modo grave, in fase già avanzata.

«Il tumore ovarico, definito come “silent killer”, costituisce il 3-4% di tutti i tumori femminili ed è la principale causa di morte per tumore tra le donne afferma Maria Stella, Dirigente Medico della 1aUnità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari – in Italia ogni anno si registrano circa 5.000 nuove diagnosi con 3.000 decessi; al momento sono oltre 30.000 le donne italiane che convivono con questa malattia. I fattori di rischio più importanti sono correlati allo stadio ormonale, ma sono importanti anche lo stile di vita e i fattori genetici, ossia la presenza delle mutazioni BRCA1 e BRCA2».

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