Tumori, arma contro leucemie arriva dalle cellule con lunga memoria immunologica

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Contro i tumori del sangue giungono nuove speranze, ma anche importanti conferme a livello scientifico con particolare riferimento alluso dell’ingegneria genetica delle cellule immunitarie contro le leucemie.

Questo dopo che su Science Translational Medicine è stata annunciata la pubblicazione di un importante studio sulle cosidette ‘cellule T staminali di memoria‘. Ad annunciare la pubblicazione dello studio è stata la MolMed, società che è quotata in Borsa a Piazza Affari e che è nata nel 1996 quale azienda biotecnologica italiana e quale spin-off dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Il primo autore della pubblicazione è Giacomo Oliveira che ha presentato il lavoro realizzato, da parte dei clinici e dei ricercatori dell’Irccs di via Olgettina, ad Orlando in Florida nell’edizione del 2015 dell’Ash, il Congresso della Società americana di ematologia. In pratica grazie alla ricerca che è stata effettuata con test sui pazienti arrivano nuove conferme su quella che è la possibilità di poter combattere le leucemie attraverso i linfociti T modificati con il gene TK. Ed in questo modo si può andare ad aprire la strada per una nuova immunoterapia nei pazienti affetti da leucemia acuta.

In pratica il gene TK, che è detto anche ‘gene suicida‘, fa sì che con i linfociti T modificati da un lato vengano mantenuti gli effetti immunoprotettivi e antileucemici, e dall’altro si vada a neutralizzare prontamente la possibile reazione di queste stesse cellule contro i tessuti sani del paziente. Trattasi della cosiddetta reazione GvHD, o malattia del trapianto verso l’ospite, che si sviluppa proprio a seguito del trapianto aplo-identico.

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