Turchia, abbattuto jet russo scatenando l’ira di Putin “E’ un colpo alla schiena”

Cresce il clima di tensione tra la Russia e la Turchia, dopo che nella giornata di ieri un jet militare russo è stato abbattuto in Siria proprio dalla Turchia.Da quanto emerso la motivazione data dalla Turchia sembra essere quella secondo la quale il jet russo aveva violato lo spazio aereo di Ankara per 17 secondi,ma Mosca nega. Stando a quanto diffuso dall’esercito di Ankara, sarebbero stati due caccia F-16 a colpire il jet che aveva violato lo spazio aereo turco nel distretto di Yayladag, nella provincia sudorientale di Hatay; ed ancora l’esercito dichiara che l’abbattimento sarebbe avvenuto soltanto dopo che il jet aveva ignorato 10 avvertimenti arrivato in soli 5 minuti in base alle regole d’ingaggio.

Nella giornata di ieri la Turchia, ha però provveduto a consegnare al segretario generqale dell’Onu, Ban Ki-Moon ed ai cinque membri del Consiglio di sicurezza del palazzo di vetro una relazione sull’abbattimento, nella quale si legge:«La Turchia non esiterà ad esercitare i propri diritti che scaturiscono dalle leggi internazionali per proteggere la sicurezza dei suoi cittadini e le sue frontiere». La vicenda ha scatenato l’ira del Presidente russo Vladimir Putin, il quale ha definito l’abbattimento del jet “una pugnalata alla schiena!“.

E’ stata una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo”,ha dichiarato Putin“Non so chi abbia interesse in quello che è successo oggicertamente non noi. E invece di mettersi immediatamente in contatto con noi, per quanto ne sappiamo la parte turca si è rivolta immediatamente ai suoi partner della Nato per discutere l’incidente, come se noi avessimo abbattuto un loro aereo e non loro il nostro”, ha commentato il leader del Cremlino.

Battaglia aerea nei cieli tra Siria e Turchia: caccia turchi intercettano due caccia-bombardieri russi che lambiscono e forse invadono lo spazio aereo e ne abbattono uno, mentre l’altro si dilegua. Scene da Guerra Fredda, altro che da guerra al terrorismo.

Il presidente russo Putin parla di “pugnalata alla schiena”, inferta da un presunto alleato nella lotta contro le milizie jihadiste. Le autorità di Ankara sostengono che i due Su-34 russi siano penetrati nello spazio aereo turco “per 17 secondi”, pubblicano una traccia radar che  lo proverebbe e producono un elenco lungo e dettagliato di incidenti simili accaduti negli ultimi giorni. I russi affermano che i due aerei sono rimasti nello spazio aereo siriano e rientravano alla base di Latakia.

LA REAZIONE turca era chiaramente pianificata, non è stata improvvisata: l’ordine di abbattimento – si dice – è venuto dal premier Davutoglu. Prima che l’incidente accadesse, Ankara aveva già inviato una lettera all’Onu denunciando la situazione.

L’abbattimento mette a nudo fragilità e divisioni dell’alleanza anti-terrorismo: i presidenti Usa Obama e francese Hollande, che si incontrano a Washington, cercano di contenere l’incendio. Obama riconosce che la Turchia, un Paese della Nato, ha diritto di difendere il proprio spazio aereo e invita la Russia a concentrarsi sulla distruzione del sedicente Stato islamico, invece che difendere il regime di Assad. Hollande invita Ankara e Mosca a evitare l’escalation e chiede più raid su Siria e Iraq, la chiusura della frontiera tra Turchia e Siria e un governo di unità a Damasco senza Assad.

Nelle prossime ore, il presidente francese, che dopo la carneficina di Parigi si dà da fare per trovare il consenso su un’azione muscolare contro le milizie jihadiste, vedrà sia Putin – giovedì a Mosca, dopo un croissant con Renzi all’Eliseo di buon mattino -che il presidente turco Erdogan domenica a Bruxelles. Al borsino del terrore, il Califfo, che, dicono fonti britanniche, cerca d’acquisire nucleare ‘sporco’, segna un punto. Sulla sorte dei piloti del bombardiere abbattuto, c’è incertezza: i ribelli turcomanni anti-Assad attivi nella zona sostengono di averli uccisi mentre scendevano con il paracadute; una fonte di Ankara afferma, invece, che sono vivi e che soccorsi turchi cercano di raggiungerli.

La zona è stata anche sorvolata da elicotteri russi, uno dei quali sarebbe stato abbattuto. Alpaslan Celik, vice-comandante della brigata di turcomanni, dice che “entrambi i piloti sono stati recuperati morti”. Le relazioni tra Ankara e Mosca, già non idilliache, si sono subito sfilacciate: il ministro degli Esteri russo Lavrov annulla una visita in Turchia oggi e riceverà a Mosca il collega siriano. I russi rafforzano l’apparato sul terreno e schierano 20 carri armati ad Aleppo, città contesa tra ‘lealisti’ e integralisti.

Per Putin, la pugnalata alla schiena è stata inferta “da complici di terroristi”: l’aereo russo sarebbe caduto 4 km dentro il territorio siriano, colpito da un missile aria-aria sparato da un F-16 turco mentre “non minacciava la Turchia”: l’incidente avrà “serie ripercussioni” sui rapporti tra Mosca e Ankara, avverte il capo del Cremlino. “Abbiamo sempre trattato la Turchia come un Paese amico. E, invece di mettersi in contatto con noi, i turchi si sono subito rivolti agli alleati Nato, come se noi avessimo abbattuto un loro aereo e non loro un nostro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.