Twitter, toglie il limite dei 140 caratteri nei messaggi

Provare a risalire un passo alla volta, un carattere alla volta, fino a superare il limite previsto finora su Twitter. Il social network che ha come simbolo l’uccellino azzurro ha infatti eliminato il limite di 140 caratteri. Non ancora nei tweet, nei cinguettìi pubblici degli utenti, ma dai messaggi privati. L’obiettivo dell’azienda è, secondo le intenzioni annunciate con comunicati e dichiarazioni, creare uno spazio che permetta agli utenti di chiacchierare liberamente, senza doversi sacrificare nella sintesi. Parlare di “notìzie, eventi e tutto quello che avviene sui social”.
Twitter siapre,manonfino in fondo. “Ognuno delle centinaia di milioni di tweet inviati ogni giorno è un’occasione per stimolare una conversazione”, dicono. Interrogati sulla possibilità che il limite sia abolito anche per i tweet, gli amministratori hanno  preferito non commentare. Temporeggiano su un cambiamento che, seppur identi-tario per il social network, potrebbe salvarlo, ma iniziano ad applicarlo nella messaggistica.

UNA MOSSA che va inserita nel contesto generale: il tìtolo del sito di microblogging nell’ultimo mese ha perso il 17 per cento in Borsa, il 33 per cento sull’anno. A luglio c’erano state le dimissioni del Ceo Dick Costolo e la sua sostituzione con il fondatore, Jack Dorsey. Lo stesso Dorsey che due giorni fa ha acquistato più di 31mila azioni per un valore di circa 875mila dollari. Dopo di lui, Peter Currie, membro del consiglio, ha messo sul piatto 250mila dollari per acquistare 9.200 azioni. Prima di lui, il capo dell’ufficio finanziario Anthony Noto e il membro del consiglio Peter Fenton avevano comprato 200mila dollari di quote a testa.

Oggi Twitter vale meno di 20 miliardi di dollari (Facebook ne vale 250) e secondo alcune voci sarebbe un’ottima preda per Zuckerberg e Google. Come già spiegato sul Fatto nei giorni scorsi, non è però un problema di soldi. Gli ultimi dati trimestrali parlavano di ricavi per 502 milionidi dollari, +64 per cento rispetto all’anno scorso. “Sto investendo nel futuro di Twitter”, aveva cinguettato

Dorsey dopo aver acquistato le azioni. Il futuro è il cuore del problema. Twitter non ne ha. Ci sono poche prospettive di crescita. Dorsey lo ha spiegato agli azionisti: gli utenti sono solo 304 milioni, parte degli account è inattiva.

GLI UTENTI amano Facebook: scrivono pensieri complessi, recepiscono subito il gradimento. Capiscono il ruolo di Instagram. Ma Twitter? Secondo lo stesso Dorsey non sanno cosa fame. È elitario, di nicchia. E quindi poco appetìbile a livello pubblicitario (i tweet sponsorizzati non hanno dato i risultati sperati) e di intrattenimento, nonostante Periscope versione di video streaming live) abbia raggiunto i 10 milioni di utenti in pochi mesi.

Così è possibile che Dorsey stia tentando la strada della messaggistica istantanea. Il potenziamento era iniziato in autunno con la nascita delle chat di gruppo e la possibilità  di inviare foto ed emoji. Il social dovrebbe puntare anche sul comparto news, con una sezione dedicata alle notizie più rilanciate e commentate, seguite da tweet a tema. Quel che sia, a questo punto trasformarsi potrebbe essere la soluzione. Sperando che conservi almeno labrevitas. Se Twitter perdesse i suoi 140 caratteri, dovrebbe anche cambiare nome: chi ha mai sentito parlare di un cinguettio che duri più di qualche secondo?

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