Asti, Luigi Caramello uccide la moglie con nove coltellate, arrestato

Sul profilo Facebook della donna uccisa intanto si leggono messaggi dai quali emerge la rabbia riguardo al fatto che Barbara Natale non sia stata sufficientemente tutelata e protetta. Luigi Caramello, 47 anni, non ne voleva sapere di separarsi dalla moglie, la 44-enne Barbara Natale che da un paio di mesi viveva ospite nella casa di un’amica. E così Luigi, padre di due figlie, colto da un momento di follia ha aspettato Barbara Natale che uscisse dalla casa dell’amica per ucciderla. Ben nove, in accordo con quanto è stato riportato da Repubblica.it, sono state le coltellate alle spalle inferte alla donna che non ha avuto scampo.

Nel frattempo Luigi Caramello tentava la fuga nell’Astigiano, ed in particolare nelle campagne del Comune di Mombaruzzo dove, con lo stesso coltello, ha tentato senza riuscirci di togliersi la vita tagliandosi le vene. L’uomo, che non è in pericolo di vita, si trova ora in stato di fermo presso l’ospedale di Asti dove è piantonato e controllato a vista per evitare che possa eventualmente tentare di nuovo il suicidio. Sarebbero stati tra l’altro proprio i Carabinieri a salvare l’uomo dal dissanguamento, trovandolo dopo aver attivato le operazioni di ricerca, mentre tragico è stato il destino della moglie il cui cadavere, fino all’arrivo dei Carabinieri, è stato vegliato dal suo cane, un dalmata.

Uccisa con nove coltellate alle spalle dal marito, il cane ha vegliato il cadavere della donna
Uccisa con nove coltellate alle spalle dal marito, il cane ha vegliato il cadavere della donna fino all’arrivo dei Carabinieri. (foto da secondopianonews.com)

Sul profilo Facebook della donna uccisa intanto si leggono messaggi dai quali emerge la rabbia riguardo al fatto che Barbara Natale non sia stata sufficientemente tutelata e protetta. Questo perché a quanto pare la donna, insieme alle due figlie di 17 e di 20 anni, si era trasferita da circa due mesi nell’abitazione della sua amica proprio per sfuggire alle violenze del marito.

“L’avevo conosciuta qualche settimana fa – spiega il primo cittadino – quando mi aveva presentato in Comune un progetto di assistenza agli anziani per tutti i comuni limitrofi. La sua morte e’ un fatto drammatico, un atto di follia”.

“La signora ci aveva chiesto un consulto perché da anni lei e le figlie erano oggetto di violenze da parte del marito.Dagli episodi descritti era chiaro che la situazione non era più sostenibile e che la donna necessitasse di aiuto. Purtroppo c’erano tutti i segnali che preannunciavano il disastro. Come legali, invitammo la signora a sporgere denuncia per violenza domestica ma lei decise di non voler proseguire con un’azione legale. Non voleva sfasciare la famiglia, sperava di ricucire il rapporto con il marito. Al termine del colloquio ci disse che preferiva prendersi un momento di pausa per riflettere. Sperava che un allontanamento momentaneo potesse salvare il rapporto con il marito. Tentammo di convincerla in tutti i modi. Data la nostra esperienza sapevamo che la situazione non si sarebbe risolta da sola. Due settimane dopo quel colloquio, lei è stata uccisa”.

Molte delle persone che conoscevano l’uomo, sono rimaste incredule che possa aver commesso un simile gesto, raccontano di una persona tranquilla e mite, raccontano:  «Veniva a trovare mamma Maria e la sorella Laura – racconta un vicino – che abitano al secondo piano. Il più delle volte era accompagnato dalle due figlie Ylenia e Giada, 17 e 19 anni, una delle quali per un po’ ha vissuto qui per motivi di studio. Era sempre gentile ed educato».

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