Un tetraplegico muove un braccio robotico col pensiero

Un nuovo tipo di impianto celebrale, può permettere ad un paziente tetraplegico di spostare un braccio robotico, una grande speranza dunque, per tutte le persone affette da paralisi e di perdita degli arti.

caltech-roboarm-ledeErik Sorto 34 è la prima persona al mondo che ha una protesi neurale impiantata in una regione del cervello dove si generano le intenzioni e quindi i  movimenti.

IL ragazzo, da oltre 10 anni è paralizzato dal collo in giù a seguito di un colpo di pistola. Erik Sorto ha sempre desiderato di fare cose che nelle vita molti danno per scontato,  lavarsi i denti, radersi la propria faccia, e – come la maggior parte degli uomini – bere la propria birra. Ora, con l’aiuto degli scienziati del California Institute of Technology, sta riconquistando la sua indipendenza, e tutto inizia con il sorso di birra.

“Ho scherzato con i ragazzi dicendogli che voglio essere in grado di bere la mia birra, mi manca molto la mia indipendenza, vorrei riuscire a lavarmi i denti da solo, e mangiare da solo”.

I ricercatori del Caltech e dei loro colleghi di Keck Medicina presso la University of Southern California hanno impiantato le  protesi neurali ad Erik e ad altre persone tetraplegiche.  Il team di ricerca ha scoperto che erano in grado di ottenere risultati più efficaci, attivando l’area del nostro cervello che controlla la nostra intenzione di muoversi.

“Sono rimasto sorpreso quanto fosse facile muovere il braccio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.