Uomo paralizzato recupera l’uso del braccio, grazie ad un impianto cerebrale

Un risultato straordinario quello di Erik G.Sorto un uomo che dopo tanti anni, circa 10 anni è riuscito a recuperare l’uso del braccio, grazie all’intervento dei ricercatori del California Institute of Technology che gli hanno permesso di diventare i protagonista di un progetto avveniristico. Raggiunto, dunque,l’obiettivo di questi ricercatori i quali hanno raccontato questo incredibile successo proprio alla rivista Science. L’uomo era paralizzato da 10 anni, ovvero da quando aveva 21 anni, quando un proiettile lo ha colpito e ad oggi risulta la prima persona al mondo ad aver subito l’impianto di un device neurale in una regione del cervello in cui si prendono le decisioni. Grazie a questo intervento è stata data la possibilità all’uomo di poter svolgere gesti fluidi e naturali come stringere una mano, bere una bibita attraverso un braccio robotico.

Sostanzialmente sono stati impiantati due piccoli sensori impiantati nel cervello di Erik in grado di monitorare l’attività di un centinaio di neuroni; tali microchip sono stati impiantati esattamente nella corteccia parietale posteriore, l’area del cervello che lancia gli stimoli motori e che manda il segnale alle altre aree del cervello che inviano i segnali ai vari muscoli.

«Fin dall’inizio sono stato entusiasta all’idea di far parte del team e di contribuire a uno studio per aiutare persone nella mia condizione», ha dichiarato Erik.Il professor Richard Andersen del Caltech ha dichiarato:«La prima volta che ha provato a muovere il braccio robotico è stato per stringere la mano a uno degli studenti È stata una cosa molto eccitante, per lui». 

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