Varesotto, ex suora condannata per abusi sessuali su minorenne: la giovane si tolse la vita nel 2011

“Questa sentenza è un segnale importante ma i giudici avrebbero dovuto dichiarare la responsabilità della congregazione religiosa, che secondo noi non ha vigilato sul comportamento della suora”. Sono state queste le parole dichiarate dall’avvocato Tiberio Massironi, il legale dei genitori di Eva Sacconago ovvero la ragazza di appena ventisei anni che nel 2011 si tolse la vita.

I genitori della ragazza, com’è giuso che sia, in seguito alla lettura da parte del Tribunale di Busto Arsizio della sentenza in merito al processo contro una ex suora accusata di violenze sessuali nei confronti della ragazza, non sono riusciti a trattenere le lacrime. Per l’esattezza, tali abusi sarebbero avvenuti per anni e soprattutto sarebbero iniziati quando Eva Saccongo era ancora una minorenne.

Secondo quanto dichiarato dall’accusa, tali abusi avrebbero avuto inizio, per essere più chiari, nel periodo compreso tra il 1997 e il 1998 quando la giovane Eva aveva appena dodici anni e tali abusi sarebbero emersi proprio dai diari della ragazza e da lettere, email e messaggi scritti proprio dalla suora. L’ex suora, nello specifico, è stata assolta dalle accuse di stalking e violenza privata, ma è stata accusata per violenza sessuale e dovrà scontare una pena di 3 anni e sei mesi di carcere oltre che 50 mila euro come risarcimento alla famiglia, parti civili nel processo.

Insomma, una pena un po bassa rispetto alla richiesta iniziale, da parte dei pm Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini, di una condanna di 9 anni e 9 mesi di reclusione ma comunque un risultato di cui la famiglia della ragazza può ritenersi soddisfatta.

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