Vatileaks,indagati Nuzzi e Fittipaldi per concorso di reato

Ancora uno scandalo ha colpito il Vaticano. Nella giornata di ieri i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori dei libri Avarizia e Via Crucis, sono stati indagati in Vaticano nell’ambito dell’inchiesta Vatileaks2 per un possibile concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati. Sono queste le dichiarazioni divulgate nella giornata di ieri da Padre Federico Lombardi.Dunque, come già anticipato si tratterebbe di Emiliano Fittipaldi, giornalista de l’Espresso Gianluigi Nuzzi di Mediaset, autori dei libri “Avarizia” e “Via crucis”, indagati nell’ambito dell’inchiesta vaticana sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede.

Gli stessi sono accusati di aver portato a conoscenza dei lettori quanto hanno saputo dai colloqui con le loro fonti.«Ad alcuni questo non piace perché si sentono messi in discussione. E c’è una falsa informazione. È falso che la Chiesa spenda per altro i soldi dei poveri. E in particolare per l’8 per mille: il bilancio dettagliato è pubblicato da ciascuna diocesi e le informazioni si possono trovare sul sito della Cei», dichiara Galantino.

Intervenuto sulla vicenda il giornalista Emiliano Fittipaldi, il quale ha dichiarato:«Quando il giornalismo d’inchiesta scoperchia scandali e segreti che il potere, anche quello temporale del Vaticano, vuole tenere nascosti, quel potere si difende, contrattaccando. Ma è un rischio che fa parte del mio mestiere». Intanto Monsignor Vallejo Balda, ritenuto il responsabile per la fuga di documenti riservati, al momento si trova nella stessa cella del Palazzo della Gendarmeria proprio dove tre anni e mezzo fa era stato recluso Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo papale accusato di aver trafugato e diffuso le carte segrete di Benedetto XVI nel precedente scandalo Vatileaks.

La conferma delle indagini è arrivata ieri sera con una nota di Padre Federico Lombardi. Il portavoce della Santa Sede, ha fatto sapere che, oltre ai due giornalisti, “sono all’esame degli inquirenti anche alcune altre posizioni di persone che per ragioni di ufficio potrebbero aver cooperato all’acquisizione dei documenti riservati in questione”. Lo stesso Fittipaldi è tornato a difendersi questa mattina sul suo profilo Twitter: “Non ho nulla da temere, il libro racconta solo la verità”, ha scritto in un tweet che rimanda a una videointervista rilasciata a L’Espresso, testata per cui lavora. “Quando facciamo giornalismo d’inchiesta e raccontiamo scandali e segreti – dice nell’intervista -, il potere reagisce e contrattacca”.

Nuzzi, ma lei ha pensato: “Ora mi arrestano”? Lunga pausa, sospiro, poi: «Sì, l’ho pensato. Lo sto pensando. Ma questa cosa andava fatta». La cosa che “andava fatta”, secondo Gianluigi Nuzzi (giornalista, scrittore, vicedirettore di Video News e conduttore di Quarto Grado su Rete4), si chiama Via Crucis, il libro, uscito il 5 novembre e distribuito in 23 Paesi, che racconta – grazie a documenti inediti e a registrazioni “rubate” della viva voce del Papa in diversi incontri riservati – la dura lotta interna del Pontefice per cambiare la Chiesa. Il Vaticano, al momento del lancio di Via Crucis, ha arrestato due collaboratori di papa Francesco: monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui. La Chaouqui è stata rimessa in libertà “anche a motivo della sua collaborazione alle indagini”, il prelato no.

Papa Bergoglio ha preso una posizione netta: «Perseguire chi ha tradito». Ma ha avuto parole durissime anche contro chi ha reso pubblici i documenti: «Rubarli è stato un reato», ha detto all’Angelus. «È un atto deplorevole che non aiuta». Lo stesso Nuzzi, come già successo in passato (con la pubblicazione del precedente libro, Sua Santità. Le carte segrete di papa Benedetto XVI), rischia una denuncia per ricettazione e furto.

Ma lui ribatte: «Il mio è diritto di cronaca. Il Papa esce fortificato dalla mia inchiesta».
Domanda. Lei parla di rafforzamento dell’immagine del Papa, ma lo stesso Pontefice la condanna per aver rivelato i suoi segreti.
Risposta. «Capisco l’arrabbiatura, ma distinguiamo: io ho ricevuto del materiale e l’ho pubblicato. Non sono stato io a rubarlo: io sono un giornalista».
D. La Chiesa la pensa così?
R. «Mi hanno detto che il mio libro farà male, colpirà chi vuol cambiare la Chiesa. Non è così: il mio lavoro è documentare. Il mio libro racconta di malaffare di tutti i tipi. Il Papa sarà arrabbiato? Forse sì, anzi, certamente. In compenso, ho il sostegno di tanti uomini di Chiesa, mi creda».
D. Lei è al terzo libro, e al terzo “tsunami” in San Pietro…
R. «Quando è arrivato Bergo- glio ero convinto che non mi sarei più occupato del Vaticano, invece. Ma il Papa esce rafforzato da Via Crucis: Francesco è se stesso, è potente d’animo, di testa e di cuore. Ma dinanzi a lui c’è un muro: il malaffare dei corrotti della Chiesa. Il Papa vive in un bilocale e i cardinali in 500 metri quadrati. Suvvia.».
D. Come nasce Via Crucis?
R. «Io delle mie fonti non parlo: c’è un’indagine. Contro di me hanno sparso fumo e incenso: ma
il fumo e l’incenso passano, i fatti restano. Il libro fortifica Francesco: chi lo legge assapora la sua forza nel cambiare le cose».
D. Nuzzi, ha paura?
R. «Io ho una tale intimità con le notizie che il lesto – le critiche, il rischio, la paura, appunto – passa. Ho trascorso mesi sulle carte
di Benedetto XVI, percependo la sua solitudine. E, infatti, dopo la pubblicazione di Sua Santità, Ratzinger ha fatto pulizia, allontanando le persone che io avevo citato, definendole come coloro che erano contro la Chiesa»
D. La sua famiglia cosa pensa?
R. «Io devo dire grazie a mia
moglie, alle mie sorelle, ai miei figli e nipoti. Non perdo mai l’umiltà delle mie origini. Non firmo autografi, tranne le dediche per il libro. Io sono un cronista. La mia famiglia è con me».
D. Mentre scriveva Via Crucis le ha scritto lo Ior (l’Istituto per le opere religiose, la Banca Vaticana): che cosa le chiedevano?
R. «“Abbiamo saputo che sta lavorando a un nuovo libro e ci piacerebbe poter rispondere a eventuali sue domande”. Ho risposto: “No, grazie”».
Poi squilla il telefono. Dall’altra parte Radio Caracol Colombia, la più importante emittente colombiana. Nuzzi inizia un’altra intervista, un’altra difesa, un’altra spiegazione. A modo suo, vive la sua Via Crucis, quella di chi sente il peso di ciò che ha pubblicato. Nel bene o nel male, ma consapevole e forte come chi sa di avere fatto solo il suo lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.