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ROMA – Sono arrivati tanti volti nuovi, altri arriveranno la prossima settimana (Digne: il Psg è pronto a prendere Coentrao e liberare così il terzino). Intanto il tecnico preferisce non sbilanciarsi. Né su questioni tattiche («Anche con Dzeko possiamo provare tante soluzioni, può giocare con Totti»), né sul mercato («Digne è una possibilità»), né sulle scelte («A Verona giocherà Szczesny, poi vedremo»), tantomeno sul gap con la Juventus: «Lo dirà il campo se è aumentato o meno, io so solo che la società ha lavorato benissimo sul mercato». La sensazione è che Garcia pensi realmente che questa potrebbe essere la stagione buona per vincere qualcosa ma che, scottato dalle esperienze passate, non voglia sbilanciarsi. Del resto per lui sarebbe un déjà vu: anche a Lille vinse alla terza stagione con l’accoppiata indimenticabile campionato-coppa di Francia. Solleticato sul paragone, sorride sornione: «Pensiamo al Verona che è meglio. È una squadra con individualità, ma noi siamo carichi e ambiziosi, pronti ad entrare subito nel vivo». E nel vivo entrano anche le scelte di formazione: in porta giocherà Szczesny. In difesa out Maicon («Ma sarà pronto per la Juve»), spazio a Florenzi a destra e Torosidis a sinistra perché Cole non sarà neanche convocato «per scelta mia e della società». A proposito dell’inglese, ha rifiutato la rescissione. O troverà una squadra, o rimarrà a Trigoria sino a giugno 2016 (sondaggi del Crystal Palace e del Norwich). Appare tuttavia singolare che con la penuria di terzini (sono in 3), a Verona, Garcia abbia preferito il giovanissimo Anonic all’ex Chelsea, ancora stipendiato dal club. A guidare l’attacco sarà Dzeko: «Lui è una punta che gioca molto in area, ma noi sappiamo che ora abbiamo più soluzioni e siamo più ricchi. Voglio lavorare per farlo giocare con Totti, senza dimenticare Iago Falque. Francesco non può giocare tutte le gare alla vigilia dei 39 anni, ma abbiamo visto anche in queste amichevoli quanto è prezioso. Avrà un grande ruolo in campo e fuori». Intanto oggi partirà dalla panchina. Una rivoluzione copernicana. Novità in arrivo anche fuori dal campo: in dirittura l’accordo con Turkish Airways come main sponsor.

VERONA – Per la terza stagione consecutiva, è il Bentegodi di Verona a ospitare la prima partita del campionato di serie A. Nel 2013-14 fu Verona-Milan (2-1), nel torneo successivo Chievo-Juventus (0-1); stavolta tocca a Verona – Roma, partita dal grande fascino per il debutto in giallorosso di Edin Dzeko e la sfida a Luca Toni, ultimo capocannoniere del campionato (in coabitazione con Mauro Icardi dell’Inter). In teoria, ad Andrea Mandorlini, tecnico dell’Hellas, andrebbe benissimo giocare alla Roma lo stesso scherzetto servito al Milan due stagioni fa, ma il tecnico del Verona taglia corto e va subito al nocciolo della questione: il valore della squadra allenata da Rudi Garcia. «Il Milan è un’altra storia – taglia corto il tecnico del Verona -. La verità è che affrontiamo una squadra che si è rafforzata tantissimo, una formazione che lotterà sino alla fine per la conquista dello scudetto. Sulla carta non c’è partita, i valori tecnici sono davvero differenti. Ma il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché non c’è nulla di scritto, di scontato. Credo che la Roma si sia avvicinata tantissimo alla Juve, anche se vedo i bianconeri ancora leggermente avanti perché vincere aiuta a vincere. Ma hanno lavorato davvero bene durante l’estate. Allora, detto che la Roma è fortissima, noi proveremo nel nostro piccolo a metterli in difficoltà». Messaggio chiaro, quello del tecnico scaligero. Che non avrà a disposizione Ionita, mentre Viviani andrà in panchina. Dalle parole di Mandorlini si intuisce che la scelta del modulo dipenderà dai giocatori che manderà in campo Garcia. «Pazzini e Toni davanti con un trequartista alle spalle? Se loro giocano con Dzeko e Totti potrebbe essere. Se giocano con il tridente vedremo. I nomi e i moduli contano poco, conta l’atteggiamento quando incontri squadre come la Roma».

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