Vittorio Sgarbi operato d’urgenza per un’ischemia, poi tranquillizza i fan “Capre sono ancora qui”

«Fosse passata un’altra mezz’ora prima del ricovero, sarei morto», ha detto Sgarbi al Tg5 e al Tg1 dopo l’operazione al Policlinico di Modena. «Mi è stato detto – ha spiegato Sgarbi – che la coronaria si sarebbe infatti occlusa del tutto. Anche il battito cardiaco è stato molto basso durante l’intervento».

Vittorio Sgarbi, il noto critico d’arte è stato ricoverato ed operato d’urgenza al Policlinico della città emiliana. “Se non mi fossi fermato a Modena adesso sarei morto“, ha dichiarato il critico nella giornata di ieri sono essere stato sottosto ad un’operazione d’urgenza di angioplastica presso il Policlinico della città emiliana.Il motivo del suo malore è attribuito ad un’ischemia del cuore, che per fortuna è stata risolta con un pronto intervento di angioplastica, come ha dichiarato il direttore del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, prof. Giuseppe Boriani, nel bollettino medico diffuso nella giornata di ieri.

Boriani, inoltre, nel ringraziare tutta l’equipe che ha contributo a far star bene il critico d’arte molto conosciuto non solo Italia ma anche in tutta Europa, ha aggiunto:“La situazione è stata affrontata nel migliore dei modi, giungendo a risoluzione.

Il paziente è attualmente in buone condizioni, e dovrà rimanere a riposo alcuni giorni presso il reparto di Cardiologia per la convalescenza”.Stando a quanto emerso sembra che Vittorio Sgarbi si sia presentato al pronto soccorso la notte tra il 16 ed il 17 dicembre intorno alle ore 3.58 accompagnato dall’autista accusando un forte dolore al petto, così immediatamente è stato trasportato nel reparto di Cardiologia dove gli è stata diagnosticata un’ischemia del cuore.

Adesso sta bene e proprio nella giornata di ieri, il critico ha voluto ringraziare tutti coloro i quali hanno mandato messaggi di auguri o semplicemente ti interesse nei suoi confronti, scrivendo su Facebook:“All’ospedale mi hanno detto: se lei non si fosse fermato entro mezz’ora sarebbe morto. Quindi ero vicino alla morte e non ne ho avuto la consapevolezza”.Il critico poi avrebbe aggiunto:«Non sarebbe stato da Sgarbi andarsene all’altro mondo al casello autostradale di Modena Sud. Capre, sono ancora qui».

«Non sarebbe stato da Sgarbi andarsene all’altro mondo al casello autostradale di Modena Sud. Capre, sono ancora qui». Vittorio Sgarbi sta bene, decisamente, viste le circostanze. Non perde la verve e su Facebook, nel primo pomeriggio, tranquillizza i milioni di fan che dalla mattina erano in pena per le sue condizioni di salute dopo il malore e il ricovero in rianimazione all’Ospedale di Modena.

L’allarme, vissuto in tempo reale sui social, era scattato ieri mattina presto. «Questa notte», si leggeva sul profilo del critico d’arte e assessore a Urbino, «Vittorio Sgarbi, mentre era in viaggio con il suo autista da Brescia verso Roma, ha avuto un malore ed è stato ricoverato al Policlinicodi Modena, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Adesso è in terapia intensiva. Le sue condizioni sono buone».Si è pensato subito al peggio, a un infarto (in effetti ci è andato vicino), mentre sul web si moltiplicavano i messaggi di supporto, con l’affettuoso «capra» in testa. Contattato dal sito di Libero dopo poche ore, Sgarbi risponde al telefono dal letto d’ospedale. Con un filo di voce, sofferente ma pieno di spirito, il popolare critico ha ricostruito il fattaccio.

«Dopo aver fatto una conferenza a Brescia, e visitato alcune chiese, mi sono messo in macchina verso le due diretto a Firenze», ha raccontato. Sgarbi viaggiava in autostrada con il suo autista. «Ero un po’ raffreddato, avevo un malessere», ricorda, «quando ho sentito un dolore. Un dolore strano, che si diffondeva e mi agitava. Mi trovavo all’altezza di Modena e ho deciso subito, intuitivamente: non proseguo ma esco dall’autostrada per andare alPoliclinico, uno dei migliori per i casi cardiaci. Il verdetto dei medici è stato immediato: avevo una occlusione per metà della coronaria, mi hanno operato ed è andata tutto a posto».

L’intervento è durato meno di un’ora. Sgarbi ci tiene a ribadire cheèstata lasua prontezza di riflessi a salvargli la vita, perché la morte l’avrebbe aspettato a mezz’ora di distanza. «Se avessi proseguito fino a Bologna o Firenze sarei morto. La coronaria si sarebbe chiusa del tutto e buonanotte», dice, «la cosa “divertente” è che sono stato a mezz’ora dalla morte, me l’hanno detto i medici». Gli chiediamo se in quel momento, o in quelli immediatamente successivi, abbia pensato a un intervento divino. La risposta è no: «Non ho pensato a Dio, non ho pensato che stavo per morire. Più che miracolato sono stato fortunato, e intuitivo».

Che Sgarbi conduca una vita piuttosto stressante è sotto gli occhi di tutti. In televisione le sue sfuriate sono arcinote, gira l’Italia da un convegno all’altro, viaggia di notte, dorme poco. «Gli infarti non si possono prevedere, è difficile», taglia corto lui, parlando del suo stile di vita. «Sgarbi ha avuto un’ischemia del cuore. Abbiamo risolto con un intervento di angioplastica e il paziente è in buone condizioni», spiega lo staff medico, capitanato dal professor Giuseppe Boriani, che lo ha operato al Policlinico di Modena.

L’ex parlamentare resterà in ospedale ancora una settimana, dove riceverà tutte le cure e dovrà fare gli esami necessari. Tantissimi gli impegni che ha dovuto rimandare: dall’apertura a Ravenna, alla Casa Ma- tha, del convegno sui mosaici dell’« Albero della vita», alla presentazione a Ferrara di un libro d’arte. «Sono tutto intubato, anche lì», dice con la consueta ironia. E il suo «capre, sono ancora qui», scritto su Fa- cebookper rassicurare i fan, ottiene nelle prime due ore più di 40mila «mipiace» ed oltre 2.500 condivisioni.
Un infarto «social», per fortuna finito nel migliore dei modi.

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