Brasile, WhatsApp: 100 milioni di utenti senza chat lo ha deciso un magistrato

A causa di un vero e proprio braccio di ferro tra giudici, in Brasile ben 100 milioni di utenti per diverse ore non hanno potuto accedere al servizio WhatsApp. Questo dopo che prima un giudice ha punito Facebook, società proprietaria dell’app, citando la mancata collaborazione ad un’indagine penale, e dopo che un’altra Corte procedesse poi in Brasile allo sblocco dei servizi.

L’app di Zuckerberg in tutto il Brasile è stata bloccata da un giudice del tribunale dello stato di San Paolo dopo che, riguardo ad un’inchiesta su un presunto trafficante, era stato chiesto a Facebook di poter accedere ai messaggi Whatsapp del sospettato.

‘Sono stupito di vedere che i nostri sforzi per proteggere i dati privati degli individui determinano tale decisione estrema, presa da un giudice unico, che punisce tutti gli utenti di WhatsApp in Brasile‘, ha intanto dichiarato il patron di Facebook Mark Zuckerberg, mentre l’amministratore delegato di Whatsapp, Jan Koum, ha posto l’accento sul fatto che ‘siamo delusi della decisione miope di vietare l’accesso a Whatsapp, uno strumento di comunicazione da cui dipendono tanti brasiliani, e tristi nel vedere che il Brasile si isola dal resto del mondo‘.

Per Zuckerberg il Brasile è uno dei Paesi più importanti se si considera che i cittadini brasiliani rispetto a quelli americani passano il doppio del tempo su social media. E non a caso, con all’incica 93 milioni di utenti, Whatsapp è l’app più usata in Brasile con un tasso di penetrazione del 93% in tutte quelle famiglie brasiliane dotate di una connessione al web.

Whatsapp? Zuckerberg aggiunge che “stiamo lavorando duramente per annullare il blocco” e ha invitato i 100 milioni di utenti brasiliani ad utilizzare in alternativaFacebook Messenger che, invece, è attivo. “Sono veramente sbalordito dal fatto che gli sforzi fatti per proteggere i dati personali si risolvano nella decisione di un singolo giudice di punire ogni persona che vive in Brasile“. Questo, prosegue, “è un giorno triste per il Brasile, fino ad oggi un alleato nella creazione di una rete aperta”.

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