Windows 10, è arrivato il primo update

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un grande fermento in casa Microsoft: sono state rilasciate a breve distanza nuove versioni di Windows e Office, e l’azienda di Redmond ha anche trovato il tempo di lanciare nuovi, interessanti prodotti hardware. Lo scorso 12 novembre Microsoft ha poi reso disponibile anche il primo corposo aggiornamento del suo nuovo sistema operativo, dimostrando nei fatti come abbia realmente abbracciato un nuovo paradigma di sviluppo, con update molto più frequenti che in passato.

L’aggiornamento era molto atteso dagli utenti di Windows 10: sia da quelli che hanno già effettuato il passaggio alla nuova versione e si sono scontrati con i molti piccoli difetti della prima release, sia da chi invece ha preferito attendere qualche mese proprio perché il lavoro di cesello degli sviluppatori rendesse il sistema operativo più rifinito, stabile e usabile. La nuova versione 1511, caratterizzata dal numero di build 10586, mostra in effetti molte piccole e grandi novità, che coinvolgono principalmente l’interfaccia utente, l’usabilità e le funzioni di alcune applicazioni. Con questo aggiornamento Microsoft punta molto sul pubblico professionale, e ritiene che il nuovo sistema operativo sia ormai maturo per l’adozione da parte delle aziende.

Tra le novità dedicate a questo settore segnaliamo il Windows Update for Business, una versione avanzata del servizio di aggiornamento integrato nel sistema operativo, che consente di controllare maggiormente la distribuzione degli update. Per esempio, questo tool permette di creare gruppi di dispositivi a cui applicare gli aggiornamenti e può sfruttare la rete interna per ottimizzare i download. Dedicato alle aziende è anche il Windows Store for Business, uno strumento che offre la massima flessibilità nell’acquisizione, gestione e distribuzione delle App. I manager IT potranno scegliere il metodo di distribuzione preferito per i software, inviandoli direttamente ai dispositivi oppure pubblicandoli su uno store privato.

Molto interessanti per le aziende sono anche le funzioni di protezione dei dati personali, come Credential Guard – che salva le credenziali in un ambiente virtualizzato in hardware – e Device Guard, che utilizza un percorso di boot completamente protetto per evitare l’installazione di malware. Questo aggiornamento autunnale offre molte novità anche per il pubblico degli utenti privati. Innanzi tutto,finalmente il sistema operativo può essere attivato anche con un product key di Windows 7 o 8: si può quindi installarlo su un computer vergine senza dover passare necessariamente per una versione precedente, neppure la prima volta. Il menu Start è stato modificato portando da 512 a 2048 il numero di elementi gestibili; si possono organizzare i riquadri in gruppi di tre o quattro colonne, e sono stati migliorati molti dettagli dei menu contestuali.

Il loro aspetto è stato uniformato, e sono state aggiunte icone che rendono più evidente il funzionamento di alcuni comandi. Varie applicazioni e finestre di sistema hanno ricevuto nuove icone, più simili al nuovo stile di Windows 10, ed è stata ulteriormente migliorata la già ottima funzione di organizzazione delle finestre Aero Snap. Quando una finestra è agganciata a un lato dello schermo, la seconda occupa automaticamente tutto lo spazio rimanente; inoltre, ridimensionandone una anche l’altra modifica la sua dimensione di conseguenza, un po’ come accadeva nella modalità split screen di Windows 8.1.

L’App Impostazioni ha visto crescere il numero di funzioni disponibili senza dover passare per il vecchio Pannello di controllo, e tutte le App di sistema mostrano ora uno sfondo nella stessa tinta della barra delle applicazioni e del menu Start. Tra le nuove impostazioni spicca quella che permette di installare le App su una memory card esterna invece che nello storage principale: sarà
sicuramente apprezzata da chi usa tablet Windows e computer convertibili. Novità interessanti anche per il browser Edge: ora mostra le anteprime delle schede aperte (una funzione già presentata durante la fase beta) e offre un comando contestuale per inviare i contenuti multimediali a dispositivi Miracast o Dlna presenti nella rete locale. Finalmente si possono sincronizzare i dati del browser tra più dispositivi, e la funzione Chiedi a Cortana funziona anche se è aperto un documento Pdf.

A proposito dell’assistente vocale, Cortana ora riconosce gli appunti scritti a mano (in un primo momento la funzione sarà disponibile soltanto per gli Stati Uniti) e può individuare le prenotazioni tra i messaggi di posta elettronica (se l’utente fornisce il suo consenso), per poi ricordare automaticamente gli impegni con un preavviso di un’ora. Per la prima volta, Windows è in grado di riconoscere il fuso orario della località in cui ci si trova e modificare automaticamente l’orario. Molte applicazioni di default sono state migliorate, aggiungendo in particolare l’integrazione con Skype e il supporto allo streaming multimediale attraverso i protocolli Dlna e Miracast.

Tra le novità meno evidenti segnaliamo il supporto alle funzioni Speed Shift dell’architettura Skylake di Intel e la gestione della virtualizzazione nidificata, cioè l’avvio di macchine virtuali all’interno di altre macchine virtuali. La tecnologia Compression Store propone una nuova modalità di gestione della Ram: quando la memoria fisica sta per esaurirsi, Windows comprime le pagine inutilizzate ma le mantiene in memoria invece di scaricarle su disco, per garantire una maggiore reattività del sistema.

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