Wladimir Molinari si è salvato, nei boschi del Trentino, dall’aggressione del grande carnivoro.

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E capitato di nuovo: il 10 giugno Wladimir Molinari, 45 anni, mentre faceva jogging in compagnia del suo cane nei boschi di Cadine, a 7 chilometri da Trento, si c trovato accanto un orso. «Ho sentito dei rumori dietro di me e cera Torso che mi stava seguendo a circa dieci metri», ha raccontato. «Ho fatto come dicono di fare, mi sono fermato e ho alzato le braccia gesticolando e urlando, ma Torso mi ha attaccato mordendomi. Sono riuscito a mollare il cane, che ha cercato di scacciare Torso, ma quello c dicci volte più grande.

Mi stava mordendo la faccia, gli ho preso le orecchie e ho cercato di allontanarlo, senza riuscirci». L’uomo ha preso un pezzo di legno, l’ha sbattuto per terra, «e ho continuato a urlare. Ero convinto che mi avrebbe ucciso con un’ultima zampata, invece è sparito». Le autorità sperano si tratti dello stesso plantigra-do che qualche settimana prima a Zam-bana, lì vicino, aveva aggredito un altro escursionista. Se così non fosse, gli orsi problematici sarebbero due, sui 53 esemplari presenti in Trentino. Per individuare il responsabile dell’aggressione, le guardie forestali hanno raccolto nel bosco le tracce organiche, che saranno analizzate.

Il signor Molinari c stato fortunato, perché può raccontare la paurosa avventura, ma anche sfortunato, perché sulla sua strada non ha trovato uno dei cartelli realizzati quest’anno dalla Provincia di Trento per permettere a cittadini e turisti di conoscere delle regole elementari di comportamento nel caso si incontrasse questo animale. Fanno parte della campagna di informazione Come convivere con l’orso (costata 20 mila euro) e portano stampato anche un Qr code, che permette l’accesso con smartphone al sito orso-provincia.it e, oltre al numero di emergenza 115, c’è un cellulare (335-77.05.966) attivo 24 ore su 24 per ogni tipo di segnalazione della presenza di plantigradi. Inoltre, un decalogo, stampato in pieghevole a gennaio 2015 e pubblicato sul sito della Provincia di Trento, avverte che, anche in aree dove la sua presenza è abbondante, non è comune incontrare il più grande carnivoro d’Europa: generalmente è molto elusivo, percepisce l’uomo come un pericolo e cerca perciò di evitarlo.

Quindi raccomanda innanzitutto di non essere così silenziosi da poterne sorprendere uno (utile parlare a voce alta o un campanello sul bastone da escursione) e di tenere il cane al guinzaglio: libero, potrebbe avvicinarlo e disturbarlo, per poi portarlo verso di voi nel tornare indietro in cerca di protezione. Oltre a non dare o abbandonare cibo nel bosco, esorta a non avvicinarlo o disturbarlo, a non entrare nella tana o avvicinarsi ai piccoli, che sono sempre sotto gli occhi di una mamma orsa vigile. In rosso, ecco come comportarsi se ne incontrate uno: mantenete la calma e valutate la situazione, se è a distanza tornate sui vostri passi dando così all’orso lo spazio necessario per proseguire il suo percorso. Non scappate! Se si avvicina, può non avervi visto, e se si alza sulle zampe posteriori lo fa per guardarsi intorno: non ha una vista molto sviluppata. Se l’incontro è ravvicinato, fermatevi, state calmi e indietreggiate lentamente senza fare movimenti bruschi e senza gridare. Non lanciate pietre o altro, perché potrebbe sentirsi attaccato e reagire aggredendo. Se vi attacca non reagite: state fermi e stendetevi piano a terra a faccia in giù, restando passivi, immobili. L’orso si fermerà, senza alcun contatto fìsico. E, prima di rialzarvi, verificate che si sia allontanato.

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