Oms le carni rosse lavorate sono cancerogene il rischio sale in base alla quantità

I prodotti alimentari a base di carni lavorate, come ad esempio i wurstel, sono cancerogeni. E’ questa, in linea peraltro con le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, la posizione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in accordo con le conclusioni cui è giunto l’Iarc, l’International Agency for Research on Cancer dell’OMS.

In particolare, le carni rosse lavorate sono andate a finire nel gruppo 1, quello a più alta pericolosità di contrarre il cancro, ovverosia quello dove ci sono il fumo ed il benzene, mentre un gradino più in basso, in quanto ritenute ‘probabilmente cancerogene’, ci sono le carni rosse non lavorate.

Il Rapporto dell’Oms non poteva non creare allarmismo, pur tuttavia gli stessi oncologi hanno fatto presente come il rischio di tumori sia legato più che altro all’eccessivo consumo di carne rossa nella dieta. ‘Per un individuo, il rischio di contrarre un cancro colon-rettale a causa del consumo di carni lavorate resta limitato, ma cresce con l’aumentare delle quantità consumate‘, ha non a caso dichiarato il dottor Kurt Straif dell’Oms.

Pure la Coldiretti è intervenuta sui dati del Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel dire ‘No al terrorismo sulla carne‘. e ribadendo che ‘quella italiana è la più sana’. L’Organizzazione degli agricoltori ha inoltre ricordato come il Rapporto dell’International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sia stato realizzato su scala globale con la conseguenza che sono state prese in considerazione abitudini alimentari come negli Stati Uniti dove rispetto agli italiani si consuma il 60% di carne in più.

La carne lavorata è cancerogena, la carne rossa non lavorata potrebbe esserlo. È il risultato della nuova monografia dello Iarc di Lione, l’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che valuta la cancerogenicità delle sostanze. Al di là delle reazioni scontate (i vegetariani che esultano, gli amici della fiorentina che imprecano, gli oncologi intervistati sull’onda della notizia che minimizzano) cosa aggiunge il verdetto dello Iarc a quanto già si sapeva? Poco sul lato pratico, molto su quello scientifico.

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