X Factor 2015, Elio: “I miei figli preferiscono le canzoni dello Zecchino d’Oro”

La genialità è senza dubbio il suo “fattore X”. E lui lo esprime soprattutto attraverso una sottile vena ironica. Dopo quattro edizioni consecutive e un anno di pausa, Stefano Belisari, in arte Elio, torna a occupare nuovamente la poltrona di giudice a Xfactor, il talent musicale di Sky. «Oggi l’originalità è una merce rara. Io prediligo sempre quelli che pensano di percorrere una strada diversa rispetto a quelle più battute di solito», confessa il cantante de La terra dei cachi al nostro settimanale. Cantautore originale e ricco di inventiva, Elio spicca nel quartetto internazionale dei giurati del programma a fianco di Fedez, Mika e Skin.

«Da giovane ero fan di Canzonissima» Se delle sue prodezze professionali si sa tutto o quasi – è uno stimato doppiatore cinematografico, un abile interprete teatrale, un brillante compositore e polistrumentista -, della sua vita privata si sa poco e niente. Lontano dai riflettori, il cantante dalle folte sopracciglia – inventore di un linguaggio irriverente e surreale – è un padre e marito vecchio stampo e dà anche l’impressione di essere un uomo piuttosto severo.

Sei papà di due gemelli dai nomi decisamente impegnativi – Dante e Ulisse – che ti guardano in tivù a Xfactor e che magari apprezzano anche la musica del tuo collega rapper Fedez…
«No, loro sono ancora troppo piccoli. Per ora seguono soltanto lo Zecchino d’oro». Anche tu lo seguivi quando eri bambino? «Io ero un fan di Canzonissima, che era appunto una gara di canzoni. Ero molto piccolo e facevo caso a quello che gli altri bambini della mia età non osservavano, l’orchestra, il batterista, il sassofonista».Per i ragazzi di oggi, uno show come Xfactor può essere uno strumento utile?

«Per seguirlo devi essere prima di tutto un appassionato di musica. Però devo dire che è sicuramente un modo divertente e non impegnativo per avvicinarsi a quest’arte meravigliosa. ..».
Sei il giudice più anziano, non solo anagraficamente, ma anche per numero di presenze, visto che sei alla tua quinta edizione nel talent. Questa volta vuoi vincere?«Per contratto dovrei dire di sì, però non è il mio obiettivo principale! A me interessa fare il giudice con leggerezza. Sento una grande responsabilità per i tre ragazzi che ho sceltonella mia squadra. Poi saranno loro a salire sul palco e il pubblico a casa che li voterà. Non sempre vincono i cantanti che rispondono alle caratteristiche classiche».

«Capisco subito se uno è intonato o no» In questa edizione, sei alla guida della squadra dei cosiddetti “over”. Tre ragazzi che hanno un sogno nel cassetto: diventare famosi…«È una squadra forte, su cui si può lavorare molto. Tutti e tre hanno desiderio di imparare e di crescere. Io, come giudice e allenatore, li seguirò dentro e fuori il talent show».La tua caratteristica vincente per diventare Elio è stata l’ironia. Come giudice hai un “fattore X”?«Ho una dote che pensavo fosse comune, ma invece non lo è: accorgermi se uno è intonato oppure no. Ma poi, come recita un antico detto, che vinca il migliore».

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