Yara Gambirasio, parla la Pm ma è tutto top secret

Il Dna come prova regina, la morte solitaria e orribile di Yara Gambirasio, le verità nascoste della famiglia del grande accusato per quel delitto, Massimo Bossetti. Tutti capisaldi di una vicenda giudiziaria che l’Italia ormai ben conosce, ma che ora travalica i confini nazionali. Grazie a Letizia Ruggeri, il sostituto procuratore di Bergamo, la donna che dall’inizio di questa intricata vicenda giudiziaria guida le indagini: a cinque anni dall’omicidio della ragazzina di Brembate Sopra, ha rilasciato la sua prima, eccezionale intervista alla Tv di Stato britannica Bbc per un documentario cinematografico che è ancora in lavorazione.

Un evento unico perché, appunto, la pm non si era mai concessa ai media italiani: regola vuole, infatti, che per la Procura possa parlare solo il capo, almeno fintanto che il processo non è terminato. La Ruggeri ha dunque collaborato con i giornalisti inglesi per quattro lunghi giorni usando un auditorium bergamasco come set, ma solo dietro la promessa che il girato non sarà reso pubblico prima della sentenza. E così, in attesa dell’undici settembre, data in cui Bossetti sarà in aula per la terza udienza del processo di primo grado, il caso torna alla ribalta seppur, come è trapelato, con un taglio del tutto scientifico.

Così come tecnico era stato un altro lungo reportage sempre di un giornale di Sua Maestà, il The Guardian, che aveva spedito un inviato fino a Corno, il paese dell’autista Giuseppe Guerinoni, padre naturale di Bossetti. E altrettanto orientato sulle indagini genetiche era stato l’articolo sul sito del quotidiano francese Le Monde alla vigilia del dibattimento. II mondo guarda a Bergamo e a quella traccia di Dna che potrebbe condannare Bossetti all’ergastolo.

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