Addio della cronista Letizia Leviti, muore dopo una lunga malattia la giornalista di Sky TG24 aveva 45 anni. Commovente messaggio d’addio alla redazione

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Si è spenta dopo due anni che l’hanno vista lottare contro una brutta malattia che l’aveva colpita. Questo è il messaggio postato su Twitter di Emilio Carelli, dell’emittente: “Addio Letizia Leviti, amica meravigliosa, collega di grande talento”.

È morta la giornalista di Sky TG24 Letizia Leviti. Il suo è un bilancio della sua vita che sta per concludersi.

Letizia dopo la laurea in filosofia e in filologia, aveva iniziato a collaborare nel 1995 con alcuni giornali, fra i quali Correre Apuano, La Nazione. Vincitrice del concorso per giornalisti del Parlamento Europeo, è stata responsabile dell’ufficio stampa della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Lascia il marito e tre figli. Nel 2009 si era candidata a sindaco proprio a Bagnone a capo di una lista civica sostenuta dal Pdl. L’ultimo incarico nella redazione romana di SkyTg24 prima come conduttrice e poi da inviata di guerra. Ha scritto anche diversi libri di cultura e di costume. I suoi funerali si terranno domani pomeriggio, alle 17.30, nella chiesa di San Nicolò aBagnone.

E’ mancata nelle scorse ore la giornalista di Sky Tg24 Letizia Leviti. Letizia aveva 45 anni e si è spenta nella sua casa di Bagnone (Massa Carrara) dopo una lunga malattia che l’aveva colpita due anni fa. Ha dato la notizia della sua morte suTwitter l’ex direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli:

 «Addio Letizia Leviti, amica meravigliosa, collega di grande talento. Resterai sempre nei nostri cuori @SkyTG24».

L’ultimo messaggio vocale lasciato alla sua redazione da Letizia Leviti, la giornalista di Sky Tg24 morta sabato, ha una forza che ci riguarda tutti. Vi invito ad andarlo a sentire. Ascoltandolo mi è venuta spontanea la voglia di abbracciarla, ma non potendolo fare, le scrivo una lettera-abbraccio che spero la raggiunga da qualche parte.

Cara Letizia, ma allora è vero quello che dicevano i romani: muore giovane chi è caro agli dei! Hanno bisogno, quelle creature imperfette troppo simili a noi, di trovarsi vicino delle persone generose, rette e coraggiose come te. Chissà se in questo momento ti stanno offrendo un buon bicchiere di vino addolcito dal miele. Io non ti ho mai conosciuta, ma ascoltando la tua voce umile, gentile e pensosa mi è sembrato di averti accanto. Sarei rimasta ore a riflettere sulle tue parole che sono serene e dispensano serenità in un momento così drammatico in cui la morte ti sta portando via, come si portano via, senza nessuno scrupolo, tanti giovani innocenti. Il mondo sarebbe decisamente migliore se tutti coloro che sono vicini alla fine si comportassero con la tua grazia.

So bene che la malattia è una cosa e la scelta della morte propria e altrui per rancori sepolti e rabbia contro il mondo è ben altra cosa. Ma se in questi giorni di innamoramento della morte, tu avessi potuto parlare a chi sta male, a chi vuole morire e uccidere nello stesso tempo, sono sicura che avresti potuto fermarlo. Perché è l’esempio che galoppa, l’emulazione che prende alla gola. Il tuo razionale e modesto addio assomiglia, nella sua purezza e determinazione, all’addio di Olimpia De Gouge che andò docile alla ghigliottina sapendo che la carta dei diritti delle donne che aveva redatto era la cosa giusta da fare. Anche tu dici che bisogna dire la verità a chi legge, non ingannarlo mai.

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