Aipoly, presenta l’applicazione pensata per i non-vedenti: permetterà loro di vedere l’ambiente che li circonda

E’ in arrivo un’applicazione che permetterà ai non vedenti di vedere grazie ad un’intelligenza artificiale. La nuova applicazione prende il nome di Aipoly e come abbiamo anticipato darà la possibilità alle persone non vedenti di poter esplorare l’ambiente circostante in modo diverso, utilizzando una tecnologia che grazie alle telecamere degli smartphone comunica ciò che si sta inquadrando con una voce guida.

Questa applicazione sarà in grado di identificare fino a 1.000 oggetti diversi e 900 colori in tempo reale. Aipoly è già arrivata in Italia presentata all’Irccs Fondazione G.B.Bietti, per lo studio e la ricerca in Oftamilogia Onlus. Sono stati Alberto Rizzoli, Marita Cheng e Simon Edwardsson a scoprire l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aiutare i non vedenti ad esplorare il mondo, ovvero una tecnologia che permette alle telecamere degli smartphone di comunicare ciò che stanno inquadrando ad alta voce.

I non vedenti dunque tramite questa applicazione potranno inquadrare il mondo che li circonda e ed inviare le foto all’intelligenza artificiale che le confronterà con le immagini presenti nel database e fornirà dunque una descrizione vocale. «Nonostante i progressi terapeutici purtroppo non è stato vinto il rischio di cecità, che colpisce un numero di persone che varia a seconda dei paesi. L’innovazione descritta dal gruppo di ricercatori apre una nuova strada per un aiuto concreto», spiega Mario Stirpe , presidente dell’Ircss, ovvero la Fondazione G.B. Bietti. Aipoly nasce con una borsa di studio da 30 mila dollari data da Google per frequentare la Singularity University; dopo aver ottenuto successo in Silicon Valley, i tre giovani hanno formato una partneship con Teradeep, rilasciando Aipoly a Natale 2015, arrivata nell’Apple Store soltanto il 5 gennaio scorso. I tre fondatori, attraverso questa applicazione sperano di aiutare moltissime persone, circa 285 milioni purtroppo non vedenti presenti nel mondo, rendendo tra l’altro questa nuova tecnologia totalmente gratuita e dunque accessibile a tutti.

L’utente, dunque, non dovrà fare altro che scattare una fotografia che verrà trasmessa via Internet ad un server che la confronterà con altre milioni di immagini fornendo in tempo reale e nello specifico entro 20 secondi una descrizione sonora esaustiva di ciò che si ha davanti; grazie a questa tecnologia davvero molto utile per i non vedenti, potranno essere riconosciuti i cartelli stradali, il prezzo dei capi d’abbigliamento ed ancora oggetti che si trovano fuori portata. Il funzionamento base dell’app Aipoly prevede come abbiamo già avuto modo di anticipare, l’utilizzo di un semplice smartphone; l’App sfrutterà una tecnologia chiamata machine vision o computer vision, ovvero un sistema che studia le reti dei neuroni utilizzati dagli esseri umani per identificare elementi all’interno di un’immagine. Il giovane figlio dell’Imprenditore Angelo Rizzoli e la sua socia Marita Cheng, creatori dell’app sono stati ospitate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Colle.

«Nonostante i progressi terapeutici – spiega Mario Stirpe, presidente Ircss – Fondazione ‘G.B.’ Bietti – purtroppo non è stato vinto il rischio di cecità, che colpisce un numero di persone che varia a seconda dei paesi. L’innovazione descritta dal gruppo di ricercatori apre una nuova strada per un aiuto concreto». I tre fondatori sperano di poter aiutare gran parte delle 285 milioni di persone non-vedenti al mondo, rendendo questa tecnologia gratuita per chi non ha la vista e accessibile a tutti.

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