Alex Boettcher e Martina Levato: Il loro amore malato tra sevizie e torture

Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro Un giorno si filma mentre incide con un bisturi una “A” sulle cosce di Martina Levato. Incurante del dolore che la ragazza sta patendo, la invita a stare ferma, mentre il sangue gocciola giù per la gamba. Un altro prende il telefonino per immortalare la sua giovane amante che beve la sua pipì. Lui la incita a farlo con parole sconvolgenti: «Bevi burina di un Dio», come lui stesso la definisce ridendo. Lei invece sembra reticente a compiere quell’insensato quanto umiliante gesto.

Prima ride, poi ubbidisce all’amante, ma sembra star male e teme addirittura di finire in ospedale. Lui, sempre più sprezzante, la incita nuovamente. Un altro giorno ancora non trova di meglio da fare che farsi riprendere mentre stacca a mani nude la testa di una gallina viva e poi la getta sanguinante sul pavimento. Il filmato non mente: ha l’aria divertita, esibisce i pettorali, convinto di compiere un gesto forte. Nessuna pietà, ovviamente, per l’animale che fa di tutto per sottrarsi alla stretta mortale. E infatti gli animalisti lo hanno denunciato.

Sono tre degli atroci filmati che ritraggono Alex Boettcher e Martina Levato, ormai conosciuti come “la coppia dell’acido”, mentre compiono pratiche spaventose. I filmati erano stati girati con un telefonino dallo stesso Boettcher e sono stati mostrati in aula durante il processo al giovane, già condannato a 14 anni per aver sfregiato un ex amante della sua compagna, Pietro Barbini. Boettcher in questo processo è accusato di altre tre crudeli aggressioni, di cui due con l’acido. Deve rispondere per aver sfigurato Stefano Savi, per aver tentato di sfregiare Giuliano Carparelli, e per aver aggredito e quasi evirato Antonio Margarito.

L’uomo, 31 anni, in carcere da oltre un anno, si era appena definito davanti ai giudici «benevolo, timido e introverso». Poco prima il suo difensore gli aveva chiesto se sapesse che veniva dipinto come un ragazzo dagli occhi di ghiaccio, freddo, a volte assente. Boettcher aveva replicato con aria triste. Aveva detto: «Questa è la mia faccia, questi sono i miei occhi e non li posso cambiare. Dentro però provo una grande sofferenza. Quando ho saputo dei tradimenti di Martina Levato ho pianto per giorni, stavo malissimo. Non volevo far vedere la mia debolezza e faccio fatica a piangere davanti alle persone, ma quando sono solo lo faccio spesso. Sono timido e introverso».

Aveva poi aggiunto: «Quanto ai miei rapporti con gli altri mi definisco benevolo e cerco sempre di andare d’accordo con tutti. Sono forse un po’ sborone (una persona che si vanta n.d.r.) ma il carcere mi ha dato una botta di umiltà». Per tutta risposta le parti civili hanno mostrato quegli atroci filmati. Ne abbiamo estrapolato alcuni passaggi. Vedendoli tutto si può dire di Boettcher, tranne che appaia come un giovane timido e benevolo. Anzi, ne esce il ritratto di un uomo perfido, crudele, sadico, malato. Non ne esce bene neppure Martina Levato, la sua “complice-vittima” anche nei filmati.

La ragazza ha già sulle spalle due condanne: una a 14 anni per l’aggressione a Pietro Barbini e una alò per quelle a Stefano Savi, Antonio Margarino e Giuliano Carparelli. Che ci fosse qualcosa di malato anche in lei lo dimostrano questi filmati. La donna si sottopone alle angherie del Boettcher senza opporsi, disposta a tutto pur di compiacerlo. Quei momenti di sadismo sono davvero impressionanti. Di più, sono aberranti. Si fatica a guardarli, perché sono sono di una crudeltà inutile e inaudita. E pensare che i due si dicono adatti ad allevare il loro figlio, nato in agosto, che ormai ha 5 mesi.

Chi farebbe educare un bambino a due persone capaci di fare quello che viene mostrato in quei video?  Persino Patrizia Ravasi, la mamma di Boettcher, che lo aveva sempre difeso in passato, di fronte a quei fotogrammi, ha fatto un passo indietro.Ora, in un’intervista televisiva mandata in onda da “Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa, ha dovuto ammettere: «Mio figlio è uno schifoso e uno sporcaccione, ha qualcosa che non va. Io non sapevo nulla. Per me era un uomo sposato, introverso e generoso. Quando sono andata a trovarlo in carcere gli ho chiesto spiegazioni. Lui mi ha detto che ce una parte della’ sua sfera sessuale che non mi ha mai rivelato per proteggermi.

Io so che ha sbagliato e so che ha mentito ai giudici su quei video, ma se anche ha fatto quei filmati, non vuol dire che abbia sfregiato quei ragazzi. Io gli credo». Per Paolo Tosoni e Andrea Orobona, gli avvocati di Pietro Barbini e Stefano Savi, sfregiati dall’acido lanciato dalla coppia diabolica, anche questi filmati sono la prova che Boettcher è colpevole. Dicono: «E un sadico e un violento e sa mentire bene». In aula, infatti, l’uomo non solo ha negato l’esistenza di quei filmati, sequestrati dal suo computer, ma davanti ai giudici ha cercato di dare di sé un’idea diversa dalla realtà, giocando sulla sua faccia da bravo ragazzo, con una buona educazione.

Poi, una volta mostrati i video, di fronte all’evidenza e alla crudezza dei fotogrammi, Boettcher si è giustificato. Quanto al filmato in cui Martina beve la sua urina, ha giurato: «Quella non era urina, era uno scherzo». E quanto alla gallina ha spiegato: «Era solo per mangiarla». Quindi, ha detto di aver provato a giustificare il loro contenuto per proteggere la sua mamma e Martina Levato. Una scusa che rimanda alla battaglia che questa coppia sta conducendo per tenere il proprio figlio. Ora l’ultima parola spetta ai giudici, anche se la difesa dell’uomo incalza: «Non è colpevole. Abbiamo le prove e le mostreremo».

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