Alex Schwazer, denuncia contro l’esclusione dalle Olimpiadi: “Non sono dopato, provetta manipolata”

Alex Schwazer, denuncia contro l'esclusione dalle Olimpiadi Non sono dopato, provetta manipolata

“Continuo ad allenarmi questi giorni perché per vincere alle Olimpiadi non c’è bisogno di doping. Non ho bisogno della giornata di grazia, non mi sono dopato, la provetta potrebbe esser stata manipolata”, ha dichiarato Alex Schwazer ch in conferenza stampa a Vipiteno, si è difeso dalle nuove accuse.

“Siamo in attesa del termine della scadenza per le Olimpiadi, voglio solo concludere che se tra un anno mi danno ragione non me e frega niente, io sono nettamente il migliore nella mia disciplina e mi alleno così da 4 anni. Non mi sono dopato. O qualcuno mi ha dato di nascosto la sostanza, o la provetta è stata manipolata“, ha poi aggiunto sempre in conferenza stampa. Alex Schwazer continua a ribadire la tua innocenza sostenendo di non aver bisogno di doparsi ma soltanto di allenarsi tranquillamente e per questo motivo ha più volte dichiarato di non essersi dopato piuttosto avanzato delle accuse molto pesanti, sostenendo che qualcuno io abbia potuto nascondere la sostanza o al massimo che qualcuno abbia potuto manipolare la sua provetta. “La Procura ha aperto un’indagine. Stanno fregando delle medaglie ad una Nazionale che non so se ne prenderà tantissime a Rio de Janeiro”, ha aggiunto il legale. 

Anche il legale di Alex Schwazer ovvero Gerhard Brandstatter, ha chiesto che venga effettuato l’esame del Dna sul campione di urina che ha costato la sospensione del suo assistito ad alle Olimpiadi di Rio ed è ancora l’avvocato annunciato che è stato presentato un esposto in Procura un’ipotesi di frode sportiva e nel contempo ha aggiunto essere pronto a fare ricorso al Tas di Losanna.La provetta secondo quanto riferito dal legale non sembrerebbe essere stata consegnata in maniera corretta, ed ancora non è stata consegnata al trasportatore Wada, e dunque si parla di procedura non corretta. Il legale ancora denuncia il fatto che il test antidoping deve essere anonimo mentre in quello effettuato sul suo assistito c’era scritto Racines, e questo sta a testimoniare che la provetta era riconoscibile.

“Ci serve un parere che possa sospendere il provvedimento cautelare. E la Iaaf non prevede appelli contro provvedimenti cautelari. Poi però tre righe sopra dice che tutte le decisioni sono appellabili. Roma è disponibile a pronunciarsi sul merito ma non a sospendere il provvedimento cautelare della Iaaf. Il codice Wada-Iaaf dice che quando non ci sono più rimedi nazionali – e per noi è questo il caso – si può ricorrere al Tas”, ha concluso il legale di Alex Schwazer.Il vero problema è il tempo, visto che entro il 18 luglio il Comitato olimpico ha imposto a tutte le Federazioni di consegnare la lista degli atleti partecipanti ai Giochi, ed il fatto che Iaaf e Tas possano esprimersi entro cinque giorni sembra non promettere nulla di buono per Alex Schwazer, che pare non abbia ad oggi molte probabilità di partecipare alle Olimpiadi.

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