Alfonso Signorini intervistato dal Il Giornale afferma: “La maternità surrogata va oltre la natura, lo dico da omosessuale”

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Alfonso Signorini, il noto direttore del settimanale di costi per più letto d’Italia ‘Chi’, non ha mai ostentato la sua omosessualità. Non ha mai fatto la vittima, e non si è mai messo al centro dell’attenzione per quanto riguarda il tema. Signorini ha da poco rilasciato un’intervista al quotidiano “il giornale” esprimendo su un suo giudizio riguardante l’acceso dibattito di Nichi Vendola che ha avuto un figlio con il suo compagno, tramite la maternità surrogata, il direttore del settimanale ha risposto così:

“Prima di ogni cosa, sono per il diritto dei bambini. E non si può negare loro il diritto di avere una madre naturale. È un rapporto irrinunciabile che non deve essere lacerato per l’egoismo di qualcuno. Sono contento per Nichi Vendola e il suo compagno. Ma la madre, dov’è?”.

“Parlo da omosessuale. Ma da omosessuale di buonsenso. Mi fermo dove si ferma la natura. Oltre non bisognerebbe mai andare. Comprendo bene il desiderio di paternità e di maternità. Mi sforzo di capire le ragioni di una donna che magari è stata malata e non può avere figli in maniera convenzionale perché le è stato asportato l’utero. Ma anche in quel caso trovo che la maternità diventi macchinosa e si allontani dal corso naturale delle cose. Perciò a maggior ragione fatico a comprendere chi vuol fare di un problema personale, un credo universale”.

Invece sulla possibilità che le coppie omosessuali possano avere figli dice:

“Certo che dovrebbero. Adottandoli. Perché non ci battiamo per le adozioni, per esempio? Potremmo garantire a un sacco di bambini già nati condizioni di vita migliori. Invece per egoismo andiamo a crearne altri ad ogni costo. Mi sembra si sia un po’ perso l’uso della ragione. E poi dilaga una ridicola voglia di omologarsi”.

Secondo il direttore di Chi per “sdoganare la propria diversità” le coppie omosessuali avrebbero l’ansia di imborghesirsi:

“Viviamo in un Paese cattolico in cui non è normale vedere due persone dello stesso sesso che si baciano per strada, che si tengono per mano o che vivono assieme. E allora gli omosessuali preferiscono fare quello che fanno i borghesi. Per rendersi normali: si sposano, fanno figli con l’utero in affitto… E tutti dietro a questa scelta. Incredibile: ci volevano i grillini per essere più ortodossi degli ortodossi”.

E sulle unioni civili racconta a Il Giornale:

“Le unioni civili sono sacrosante. Per tutti. I diritti di due persone che scelgono di passare la vita assieme sono imprescindibili, e sono una grande conquista. È tutto il resto che mi lascia perplesso”.

A chi gli chiede se adotterebbe un figlio risponde:

“Certo. E lo farei nel mio Paese. Ma non ricorrerei mai alla maternità surrogata. E non mi sposerei mai. Nemmeno se fossi eterosessuale”.

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