Allarme alga tossica nell’Adriatico: febbre e problemi respiratori i sintomi più comuni

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Allarme alga tossica nell'Adriatico febbre e problemi respiratori i sintomi più comuni

E’ allarme sul litorale barese e nello specifico a Giovinazzo, ovvero a San Giorgio dove è tornata l’alga tossica. Sembra che a far scattare l’allerta siano stati gli ultimi monitoraggi compiuti dall’Arpa, relativi ai primi quindici giorni di luglio.

La presenza più abbondante dell’alga tossica sembra essere stata evidenziata nella zona di Giovinazzo, con valori tra le 1.981.228 cellulare/litro per le acque di fondo e i 57.120 per le acque colonna. Ritrovata anche una grande presenza di queste alghe anche nella acque di San Giorgio, valori modesti invece i valori relativi a Santo Spirito, e scarsa ad oggi la densità di Ostreopsis Ovata rilevata nelle acque di Molfetta e Monopoli. A Torre Canne, sono state rilevate 6.758.855 cellule/litro sul fondo e 370.460 cellule/litro in colonna d’acqua. Alla Forcatella è stata riscontrata la presenza di 98.939 cellule/litro in acque di fondo (classe d’abbondanza discreta) e di 18.574 cellule/litro in colonna d’acqua.

Quantitativi molto abbondanti e abbondanti di alga tossica sono stati rilevati anche nel Barese, rispettivamente di fronte all’Hotel Riva del sole (oltre 67mila cellule/litro in acqua di colonna) e in località Lido Trullo (oltre 10mila cellule litro in colonna d’acqua. Ma cos’è l’alga tossica? Trattasi della Ostreopsis Ovata, ovvero di un’alga di dimensioni microscopiche di origine tropicale che a alcuni anni ha colonizzato numerosi tratti costieri italiani ed è stata probabilmente introdotta accidentalmente nel Mar Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi; questa alga produce una sostanza tossica che può provocare danni alla salute. Per quanto riguarda i sintomi, pare che l’alga tossica causi un’azione irritativa e può avvenire per contatto diretto con l’acqua di mare, e nella maggior parte dei casi attraverso l’inalazione i un aerosol marino che si forma in presenza di forte vento e mareggiate che seguono periodi di calma. I sintomi si presentano dalle 2 alle 6 ore dopo l’esposizione e regrediscono man mano dopo 24/48 ore senza ulteriori complicazioni.

Sembra che il venir a contatto con l’alga tossica possa provocare i seguenti sintomi, tra i quali: febbre, faringite, tosse, difficoltà respiratoria, cefalea, raffreddore, lacrimazione,dermatite, nausea e vomito. “E’ inalandola che si possono avere sintomi parainfluenzali, congiuntiviti, mal di gola, diarrea e anche febbre. Ma tutto passa nell’arco di 24-48 ore”, hanno dichiarato gli esperti i quali aggiungono che ad essere particolarmente colpiti siano bambini ed anziani.L’Ordine dei medici, per far fronte ai sintomi, ricorda che è meglio evitare l’assunzione di antibiotici e che occorre anche valutare caso per caso la terapia da seguire; in alcuni casi potrebbero bastare soltanto un antipiretico ma se dovessero intervenire infezioni di tipo batterico ecco che potrebbe servire anche una cura di farmaci a base di cortisone.Le nuove guide del Ministero prevedono il rischio sanitario quando la concentrazione di questa alga supera le 30mila cellule al litro.

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