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Allarme colesterolo, nuovi limiti per non correre pericoli. Cardiologi: “Non deve superare quota 100”


Allarme colesterolo, dimezzati i valori 'Non deve superare quota 100' combattere l'ipercolesterolemia familiare è possibile con gli anticorpi anti PCSK9

Nel corso del Congresso della Società Europea di Cardiologia, tenutosi a Roma, alla luce dei dati sulle patologie cardiovascolari, gli esperti hanno deciso di abbassare il limite entro cui mantenere i livelli di colesterolo da 200 microgrammi per decilitro a 100 anche per individui a basso rischio.

Sono veramente moltissime le persone che si trovano ad avere problemi di colesterolo ed ecco che proprio ultimamente la Società Europea di Cardiologia (Esc) ha reso note nuove linee guida che vanno a rivoluzionare quelli che sono i parametri di colesterolo cattivo definito così perchè particolarmente rischioso per coloro che soffrono di problemi cardiovascolari.

Nello specifico secondo alcuni recenti studi quelli che sono i valori massimi di colesterolo cattivo non devono superare i 100 contro quelli che sono invece i 190 attualmente tollerati. E a proposito di ciò si è espresso il presidente della Società Italiana di Cardiologia Francesco Romeo il quale ha nello specifico affermato “Avere un target di colesterolo entro 70-100 è fondamentale, non ci sono controversie su questo punto. Questo vale per tutti, anche per quei soggetti che hanno valori di norma molto alti per ipercolesterolemia familiare”. E a proposito dell’ipercolesterolemia eterozigote, il segretario della Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi ovvero Marcello Arca, ha sottolineato che colpisce una persona su 300, mentre quella omozigote una su 300mila.

Sulla questione è poi intervenuto anche Alberico Catapano dell’Università degli Studi di Milano il quale ha nello specifico sottolineato che in quello che è il documento europeo presentato nel corso del congresso della European Society of Cardiology alla Fiera di Roma è stato specificato che “più basso si va meglio è, e si chiede di dimezzare il livello del colesterolo se è eccessivo, anche andando sotto i limiti” proseguendo poi “Noi diciamo che se hai un limite di 70, perché sei a rischio molto alto, e le tue Ldl sono 100, non ti devi accontentare di 70 ma devi diminuire almeno del 50%, quindi arrivare a 50”. Intervenire per abbassare il colesterolo cattivo è possibile e a tal proposito gli esperti hanno affermato che per far ciò che questo accada è importante stare attenti all’alimentazione ma anche praticare esercizio fisico e poi ancora anche le statine sono utili ad abbassare il colesterolo cattivo in quanto si tratta proprio di farmaci che vanno ad inibire il colesterolo endogeno e, nei casi invece considerati più difficili intervenire per abbassare il colesterolo cattivo è possibile attraverso dei farmaci dalle grandi potenzialità ma, allo stesso tempo anche molto costosi.

Si tratta nello specifico degli anticorpi anti PCSK9 a proposito dei quali si è espresso Andrea Di Lenarda, presidente ANMCO ovvero Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri il quale ha nello specifico affermato “Gli inibitori di PCSK9 sono farmaci straordinari e innovativi, anticorpi monoclonali che, in aggiunta alle statine, hanno la capacità di ridurre di un ulteriore 50% i livelli di LDL. Dal canto loro, le statine rimangono dei farmaci importantissimi che dobbiamo assolutamente continuare ad utilizzare in tutti i pazienti che hanno bisogno di ridurre i valori di LDL fino al 50%”. 

Bene eliminare i fattori di rischio come il fumo di sigaretta e la sedentarietà

«Se osserviamo il problema con un approccio globale ci rendiamo conto che questi fattori sono riconoscibili ed eliminabili, con l’attività fisica, con la riduzione e il controllo del peso, con un’ alimentazione equilibrata povera di grassi, soprattutto cotti e di origine animale, con l’astensione dal fumo di sigaretta, con il controllo e l’eliminazione dello stress prolungato. Ognuno di noi ha un proprio personale profilo di rischio, simile a quello di altri, ma non identico: focalizzare l’attenzione su un singolo fattore, come il colesterolo, è necessario ma può essere fuorviante: così come affidare la salute delle proprie arterie, del cuore e del cervello solo ai farmaci rischia di distogliere l’attenzione dalla necessità di correggere uno stile di vita che dipende da noi, che può essere modificato, che può cambiare in modo significativo la nostra probabilità di evitare o allontanare un infarto, un ictus, un evento da aterosclerosi e trombosi. Quanto prima, tanto meglio», conclude la specialista.

“Abbassare i livelli il più possibile” – “Le nuove linee guida sanciscono che avere un target di colesterolo entro 70-100 è fondamentale, non ci sono più controversie su questo punto”, ha osservato Romeo. Fino ad oggi il colesterolo Ldl non doveva comunque mai superare quota 190. “Nel documento presentato al congresso di Roma si dice che più basso si va meglio è, e si chiede di dimezzare il livello del colesterolo se è eccessivo, anche andando sotto i limiti”, ha sottolineato Alberico Catapano, dell’Università degli Studi di Milano. “Noi diciamo – ha aggiunto – che se hai un limite di 70, perché sei a rischio molto alto, e le tue Ldl sono 100, non ti devi accontentare di 70 ma devi diminuire almeno del 50%, quindi arrivare a 50”.

Alimentazione, statine e farmaci – Alimentazione ed esercizio fisico, spiegano gli esperti, sono il primo intervento per abbassare il colesterolo “cattivo”. In seconda battuta le statine restano una soluzione efficace per molti, mentre per i casi più difficili, a cominciare da chi ha una ipercolesterolemia familiare, un difetto genetico cioè che alza i valori fin dalla nascita, sono in arrivo gli anticorpi anti PCSK9, farmaci molto costosi ma “dalle grandi potenzialità”.

“L’ipercolesterolemia familiare eterozigote colpisce una persona su 300, mentre quella omozigote una su 300mila”, ha spiegato Marcello Arca, segretario della Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi. “In queste persone i problemi cardiovascolari si presentano prima rispetto agli altri – ha proseguito -, per effetto dell’esposizione al colesterolo. Studi in corso stanno dimostrando che questi farmaci possono far raggiungere risultati che per ora si ottengono solo con l’aferesi, ripulendo cioè il sangue meccanicamente”.

Il colesterolo cattivo – Il colesterolo Ldl è comunemente definito “cattivo” perché rappresenta un fattore di rischio per la salute cardiovascolare. Alti livelli nel sangue di questa sostanza favoriscono infatti l’aterosclerosi, con conseguente restringimento del canale dei vasi. Il colesterolo cattivo ha un gemello “buono”, il colesterolo Hdl, chiamato lo “spazzino del sangue” perché aiuta a smaltire l’Ldl.

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