Allarme medici negli Usa, diffusuione di un superbatterio resistente agli antibiotici: colpita una donna in Pennsylvania

Allarme dagli Usa per un superbatterio resistente agli antibiotici colpita una donna in Pennsylvania

Allarme lanciato dagli Stati Uniti riguardante un nuovo super batterio il quale sembrerebbe essere risultato resistente a qualsiasi tipo di antibiotici. L’allarme sarebbe stato lanciato proprio nelle ultime ore dagli scienziati del Dipartimento alla Difesa Usa, i quali hanno individuato il batterio che nello specifico è lo escherichia coli nelle urine di una donna di 48 anni della Pennsylvania. Purtroppo dalle analisi effettuate sembrerebbe che l’agente patogeno in questione sia resistente anche all’antibiotico di ultima generazione ovvero al “Colistin”; questo risulta essere un antibiotico di ultima generazione come già anticipato, molto potente e dunque se il batterio in questione non viene fermato con questo farmaco significa che è praticamente impossibile fermarlo. E’ questo quanto spiegato dai ricercatori in questione, in un rapporto molto dettagliato sul caso, il quale è stato pubblicato sulla rivista della Società americana di microbiologia Antimicrobial agents and chemotherapy.

Questo fa capire quanto sia necessario trovare trattamenti contro questi batteri resistenti – si legge nello studio coordinato dal Walter Reed National Military Medical Center. Sulla base di quanto esposto fino ad ora, i ricercatori hanno definito questo agente patogeno “il baterio degli incubi”, visto che in alcuni casi molto gravi può arrivare ad uccidere circa il 50% delle persone che ne vengono contagiate. E’ stato inoltre riscontrato che il Dna di questo batterio, con il gene Mcr-1 tende a diffondersi rapidamente tra le specie. «La preoccupazione è alta. Possiamo dire che già oggi per alcuni pazienti l’armadietto dei medicinali è vuoto. Può essere la fine per gli antibiotici, se non agiamo con urgenza», ha dichiarato il direttore dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa, Thomas Frieden.

Ad individuate per la prima volta questo gene mcr-1, che permette ai batteri di diventare resistenti è stato uno studio cinese effettuato lo scorso mese di novembre; questa ricerca nello specifico aveva individuato il gene in batteri comuni ma potenzialmente mortali come l’escherichia coli e klebsiella penumoniae, responsabili di polmoniti e di malattie ematiche. “E’ una situazione pericolosa e potrebbe diffondersi rapidamente, anche in un ambiente come quello dell’ospedale, se non riusciremo ad arginare la situazione in fretta.E’ importante capitre come la paziente si è infettata”, ha dichiarato ancora Gail Cassel, ovvero il microbiologo e medico dell’Harvard Medical School.La paziente che è risultata infetta, secondo quanto riferito dai medici, sta bene; intanto gli esperti del Cdc, ovvero del Centes for disease control and prevention, stanno lavorando con le autorità e con i familiari della donna per identificare come possa essere stata contagiata la donna dal super batterio, sperando in questo modo di capire se altre persone possono correre il rischio di essere contagiate. Nel report l’Oms raccomanda una campagna di sensibilizzazione mondiale sul rischio rappresentato dai super batteri e la creazione di un fondo da due miliardi di dollari per avviare la ricerca su nuovi metodi di contrasto.

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