Allarme meningite in Toscana, parte la vaccinazione di massa in fila oltre 70% in soli 5 mesi

E’ allarme meningite in Toscana dopo i 50 casi diagnosticati in tempi davvero recenti. Non si parla ancora di epidemia per fortuna ma di un problema sanitario emergente che va tenuto sotto controllo e soprattutto controllato. Ormai il problema ha davvero superato la soglia di attenzione ed è diventato una vera e propria emergenza, visto che il virus sembra non fermarsi più continuando ad infettare sempre più persone. Nell’ultimo anno 38 casi sono stati diagnosticati nel corso del 2015 e 12 dall’inizio del 2016, un aumento di casi davvero incontrollabile che ha mandato nel panico sia gli esperti che la popolazione.

L’unico modo per poter contrastare il virus sembra essere la vaccinazione, e per questo motivo in Toscana, la regione più colpita d’Italia a partire sin da subito partirà una vaccinazione intensiva della popolazione Toscana; la decisione è stata annunciata nella giornata di ieri dal Presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, decisione presa nel corso dell’incontro avvenuto nella giornata di ieri tra il Ministro della Salute e l’Assessore toscano Iss e Aifa.

” Vista la grande quantità di vaccini necessaria sarà avviata anche una registrazione con le aziende per i prezzi”, hanno dichiarato il ministro della Salute e l’Assessore toscano. Nello specifico il Presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi ha dichiarato: “Il ministro Lorenzin ‘ha deciso di istituire un’autorità di monitoraggio permanente composta da rappresentanti di ministero, Istituto superiore di sanità e Regione Toscana, con l’obiettivo di monitorare il fenomeno e avviare misure di contrasto’‘.L’unico modo per contrastare il virus sembra essere la vaccinazione intensiva dunque, e questo significa che i vaccini saranno offerti a tutta la popolazione in modo assolutamente gratuito. “L’attenzione è infatti soprattutto per i giovani-adulti, dal momento che i bambini risultano già vaccinati contro il meningococco C e nessun casi di meningite si è registrato in questa fascia di età”, ha sottolineato Ricciardi.

In realtà nei giorni scorsi la regione Toscana al riguardo dei vaccini aveva lamentato la scarsità di vaccini anti-meningite, ma Ricciardi ha anche tenuto a precisare che l’Agenzia italiana del farmaco Aifa si è attivata per avviare una negoziazione con le aziende al fine di poter disporre in tempi molto brevi in giusto quantitativo di vaccini. “Si negozierà anche il prezzo, dal momento che saranno necessarie decine di migliaia di dosi”, ha dichiarato Ricciardi. Giusto nella mattinata di lunedì sono terminate le scorte a Lucca e Capannori, dove negli ultimi giorni sono state vaccinate oltre 2 mila persone.«Abbiamo chiesto ulteriori 8 mila dosi che stanno arrivando e già domani mattina (stamani) sarà possibile tornare a vaccinarsi», ha dichiarato il direttore del dipartimento della prevenzione di Lucca, Alberto Tomasi.Da quanto emerso serviranno circa trenta milioni euro per un milione di vaccini, una cifra davvero non indifferente e per questo motivo sarà indispensabile una sorta di solidarietà interregionale, ha spiegato Ricciani.

Partirà una «vaccinazione intensiva» della popolazione nelle aree della Toscana che hanno registrato negli ultimi mesi un significativo aumento di casi di meningite. La decisione ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, è stata presa nell’incontro di ieri tra il ministro della Salute Lorenzin e l’assessore toscano, Iss e Aifa. «Vista la grande quantità di vaccini necessaria sarà avviata anche una negoziazione con le aziende per i prezzi».

L’Agenzia italiana del farmaco aiuterà la Regione Toscana a trovare i vaccini e a negoziarne i prezzi, mentre l’Istituto Superiore di Sanità condurrà uno studio sulla durata della protezione vaccinale. “Mi è sembrato giusto essere presente oggi per sottolineare l’importanza di vaccinarsi contro una patologia che in Toscana sta avendo una grossa incidenza – ha commentato Mazzeo

“I medici pediatri di base hanno aderito in modo quasi totale alla campagna vaccinale – ha aggiunto -, siamo intorno al 90%. La percentuale è più bassa, intorno al 50% con i medici di medicina generale, che in questo momento non potrebbero aderirvi perché non hanno ancora i vaccini. Contiamo di risolvere rapidamente questo problema, non appena arriveranno le dosi necessarie che già ci stanno dicendo che sono disponibili sul mercato internazionale. Dovrebbe essere questione di pochi giorni”. Per Saccardi “le procedure amministrative in questi casi sono abbastanza rigorose, com’è giusto che siano, perché si immette nel nostro Paese un medicinale che deve avere tutti i requisiti di sicurezza. E’ solo un problema di burocrazia, che stiamo provando a risolvere rapidamente grazie anche alle procedure di urgenza messe in campo da Aifa”. Per l’indagine epidemiologica sulla meningite in Toscana, “cominceremo entro questa settimana a fare i tamponi perché prima, avevamo bisogno, dell’autorizzazione del comitato etico che dovremmo avere domani”, ha detto Saccardi a margine di una manifestazione a Firenze. “I tamponi – ha spiegato – sono prelievi faringei, che vengono fatti ai vaccinati, alle persone malate e a coloro che vi sono entrati in contatto, per svolgere un’analisi approfondita sulle cause epidemiologiche di questo batterio. Contiamo nel giro di un mese di iniziare ad avere un campione interessante”.

C’è da preoccuparsi? «No, anche se quello toscano è un focolaio importante — dice Giovanni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Istituto superiore della sanità — ed è importante ciò che è stato deciso tra Regione e ministero. Vaccinarsi è fondamentale e non ci sono controindicazioni, la tolleranza di questo vaccino è ottima». Serviranno trenta milioni di euro per un milione di vaccini. «Ci sarà una sorta di solidarietà interregionale», ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi. E Federico Gelli, parlamentare e responsabile sanità del Pd, sottolinea: «Sono previste risorse anche del ministero e i finanziamenti verranno individuati all’interno del Patto della salute che prevede misure proprio per intervenire in casi di emergenza come questa». Intanto nasce un’unità di monitoraggio permanente per valutare sotto il profilo epidemiologico l’evolversi della situazione.

LA PROFILASSI

“L’unità funzionale di igiene pubblica del dipartimento di prevenzione di Firenze – spiega l’Asl in una nota – ha immediatamente attivato le procedure per la profilassi e sta sottoponendo a copertura antibiotica i familiari e le persone che nei giorni scorsi hanno avuto contatti stretti e ravvicinati con la pazienteche lavora in un centro estetico in via Rovai, a Montelupo Fiorentino, ma non ha contatti diretti con la clientela gestendo l’amministrazione. È stata prontamente effettuata una inchiesta epidemiologica dalla quale è risultato, tra l’altro, che la paziente per motivi di lavoro tutti i giorni prende il treno alla stazione di San Donnino alle ore 8,32 per andare a Montelupo Fiorentino e lo riprende la sera alle ore 16,53 per tornare a San Donnino”.

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