Allarme morbillo, in Lombardia ed Emilia Romagna strana epidemia: malattia tutt’altro che debellata

Allarme morbillo, in Lombardia ed Emilia Romagna strana epidemia malattia tutt'altro che debellata

In Lombardia ed in Emilia Romagna, si è verificata nell’ultimo periodo una strada epidemia di morbillo causata da una nuova variane del genotipo B3 del virus. Nello specifico sarebbero stati individuati ben 67 pazienti tutti collegati epidemiologicamente e/o virologicamente, secondo quanto riferito da Antonietta Filia del reparto Malattie infettive dell’Iss. Di questi 67 pazienti, 43 casi si sarebbero verificati in tre campi nomadi di Milano, 17 a Parma e 7 a Piacenza. Diversi altri casi sono stati poi registrati tra il personale medico ed a tal riguardo l’Iss ha lanciato un appello al fine di migliorare le coperture anche in alcuni gruppi specifici come rom e sinti, e gli operatori sanitari. Sembra che il virus si sia diffuso grazie a due focolai tra lo scorso mese di novembre ed il mese di aprile scorso. “Quaranta dei 43 casi verificatosi a Milano hanno coinvolto soggetti di etnia rom/sinti e tre casi hanno riguardato migranti residenti nei campi coinvolti nel focolaio”, spiegano dall‘Iss.

I bambini avevano un’età media di quattro anni;dalla Lombardia l’epidemia si sarebbe spostata in Emilia con un paziente infetto che avrebbe trasportato il virus proprio da una città all’altra. Nello specifico a Parma si sarebbero verificati circa 17 casi, di cui sette tra operatori sanitari.L’epidemia, scrive l’Iss, «mette in evidenza che è necessario migliorare le coperture» in generale e in particolare «in alcuni gruppi specifici come Rom e Sinti, considerati popolazione ‘difficile da raggiungere’», «così come tra gli operatori sanitari di Parma e Piacenza».

A Piacenza il focolaio, originato da un dipendente ospedaliero, ha coinvolto invece sette persone, tutte non vaccinate (eta’ media 40 anni). Inoltre, si sono verificati altri quattro casi tra operatori sanitari e due tra i loro familiari.I casi effettivi, in realtà potrebbero essere anche molto di più, ma questi non sarebbero stati rilevati dal sistema di sorveglianza.

“Nelle due regioni sono poi state segnalate numerose complicanze, soprattutto tra gli operatori sanitari in Emilia-Romagna, tra cui nove casi di polmonite sette casi di diarrea, cinque epatiti, tre casi di cheratocongiuntivite, due casi di otite, una pericardite, un caso di trombocitopenia e un caso di Guillain-Barre'”, ha dichiarato l’osservatorio.Il morbillo è purtroppo una malattia infettiva molto contagiosa che si diffonde per via aerea e che colpisce ogni anno circa 20 milioni di individui soprattutto dove le vaccinazioni sono carenti come ad esempio l’Asia e l’Africa. L’Osservatorio epidemiologico della Sanità sottolinea l’importanza della vaccinazione soprattutto per le etnie rom e per gli immigrati presenti all’interno dei campi profughi che sono risultati ad oggi i responsabili dell’introduzione di una variante del genotipo B3 del morbillo, già riscontrato in Spagna, Germania, Romania e Gran Bretagna.Dopo Lombardia (87 casi) e Campania (72), l’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per numero di casi (52), davanti al Lazio (37). Insieme, queste quattro regioni italiane hanno visto l”84% dei 294 episodi di morbillo registrati dall’inizio del 2016 (65 solo in aprile); nello specifico, dall’1 gennaio al 31 marzo scorso, le Ausl dell”Emilia-Romagna hanno segnalato 48 casi di morbillo, di cui 36 confermati, tre probabili e uno possibile, in pratica 0,9 casi per 100.000 abitanti.“

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