Allarme terrorismo in Germania, Siriano in fuga, voleva far saltare un aeroporto

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Un quartiere piombato nel terrore con una serie di evacuazioni disposte a gran velocità dalla polizia, il ritrovamento di materiale esplosivo e una città pervasa dall’ansia. Chemnitz, terzo centro della Sassonia, si è trasformata ieri nel teatro di una gigantesca caccia all’uomo. È stata una rivelazione dei servizi di intelligence alla polizia locale a far mettere i reparti speciali delle forze di sicurezza sulle tracce di Jaber Albakr.

Il 22enne siriano ospite nella città dell’ex Germania orientale è sospettato di preparare un attentato, pare in un aeroporto, e le prime rilevazioni della polizia hanno confermato la pista. Un numero imprecisato di teste di cuoio ha circondato ieri mattina il palazzone tipico dell’architettura popolare socialista abitato dal siriano. In breve tutti gli abitanti sono stati evacuati e, molti ancora in pigiama, messi su autobus dell’azienda locale e infine allontanati. Subito dopo gli agenti speciali sono entrati in azione. Albakr non era in casa ma nel suo appartamento sono state rinvenute «alcune centinaia di grammi di un potente esplosivo», spiegherà ore dopo ai giornalisti il portavoce della polizia della Sassonia, Tom Berhardt. Come già successo in altre situazioni di allarme, le forze di sicurezza in Germania hanno messo l’accento sulla comunicazione. E se una volta la polizia parlava alle persone con i megafoni, oggi la via principale è Twitter. «Stiamo cercando un sospetto. Se avete informazioni utili contattateci», ha twittato la Polizei Sachsen aggiungendo due numeri di telefono. Nelle ore successive la situazione si è fatta più complessa: anziché rientrare, le evacuazioni dei vicini di casa di Albakr sono aumentate.

L’esplosivo rinvenuto «non è semplice tnt», ha sottolineato Berhardt e poiché il suo trasporto in un luogo sicuro si è rivelato troppo complesso, gli artificieri hanno deciso di farlo brillare sul luogo di ritrovamento. Deluse dunque le speranze di chi è stato trascinato fuori di casa al mattino, perché per far detonare l’esplosivo «ci prenderemo tutto il tempo che serve: i nostri colleghi sono a rischio e quindi non lavoreranno certo con la fretta», spiegava nel pomeriggio il portavoce.Sul lato delle indagini è stato ancora Berhardt, protagonista per un giorno dei media tedeschi, a spiegare che la polizia aveva effettuato tre arresti a Chemnitz, «uno nelcentro storico e due alla stazione centrale». Il portavoce non ha rivelato chi siano i tre fermati o la loro eventuale affiliazione a qualche organizzazione del terrore.

«Sappiamo solo che sono contatti del ricercato, ma almomento non abbiamo altre informazioni sul loro background né sulle loro motivazioni». Il timore di una possibi lereazione del giovane braccato ha provocato reazioni a catena e anche negli aeroporti più prossimi a Chemnitz, Berlino inclusa, le misure di sicurezza sono state rafforzate. «Dobbiamo considerare che si tratta di una persona pericolosa», ha aggiunto Berhardt. Il timore è che il ricercato abbia su di sé altro materiale esplosivo. In quest’ottica va dunque letto un cinguettio serale delle forze dell’ordine della Sassonia: «Al momento stiamo cooperando con la polizia di Berlino-Brandeburgo, della polizia della Turingia e della polizia federale per accelerare la soluzione del problema». Secondo quanto riferito da alcuni media tedeschi, il giovane Albakr – del quale sono state diffuse due fotografie – sarebbe arrivato in Germania come profugo dalla Siria un anno fa. Una notizia che, se confermata, verrà usata contro Angela Merkel dai suoi avversari politici. È stata la cancelliera ad agosto del 2015 ad aprire le porte della Repubblica federale ai centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dal Medio Oriente in fiamme.

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