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Allarme terrorismo sulle spiagge italiane, ma l’Intelligence smentisce


L’unico tedesco a confermare la prenotazione, per ora, è il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: «Sono stato qualche settimana fa a Sousse in Tunisia dove c’è stato un attentato e incoraggio la gente ad andarci, perché non possiamo accettare la strategia dell’intimidazione. Non cancellerò certo le mie vacanze in Italia o in qualsiasi altro posto per minacce di questo tipo».
Comunque, non risulta nemmeno l’esistenza della minaccia specifica, commenta l’intelligence italiana. Al presidente del Copasir Giacomo Stucchi non è mai giunta un’informazione su un’eventuale pianificazione di attacchi a stabilimenti balneari. Tanto che il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti ritiene che si tratti «di pura fantasia popolare» e che «la paura che ci siano arrivi di terroristi tra gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste va ridimensionato, casomai c’è un rischio chealcuni dei migranti possano radicalizzarsi».

Ormai, comunque, il danno è fatto e il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia non si accontenta di fonti anonime dei nostri servizi segreti. Se la notizia è inattendibile, «sono il governo e il ministro dell’Interno che devono chiarire al più presto, senza tergiversare, questa situazione». È urgente, spiega, «per impedire che un’economia trainante come quella del turismo balneare, che nel solo Veneto conta ben 25 milioni di presenze annue, subisca danni ingenti a causa di una bufala diffusa ad arte».

A detta degli esperti, la strategia dello Stato Islamico è diversa e mira a colpire l’Europa con attacchi terroristici di tipo biologico o nucleare. «C’è una giustificata preoccupazione» che l’Isis stia tentando di dotarsi di armi di distruzione di massa acquisendo materiali chimici, biologici, radioattivi o nucleari (Cbrn), ha riferito ieri Jorge Bento Silva, vice capo dell’Unità anti terrorismo del Direttorato generale per le migrazioni e gli affari interni della Commissione europea, durante la conferenza Security and Counter Terror Expo, in corso a Londra. «Sappiamo che iter- roristi stanno tentando di acquisire queste sostanze», ha confermato Jamie Shea, vice segretario generale aggiunto della Nato perle nuove minacce alla sicurezza.

Lo Stato Islamico, strebbe anche tentando di sviluppare nuovi stratagemmi per evitare i controlli di sicurezza, come speciali ordigni impiantati nel corpo umano o l’impiego di auto senza conducente. Inoltre, si teme che l’I- sis, saccheggiando gli arsenali dell’esercito iracheno, abbia messo le mani su alcuni missili a corto raggio. Se li hanno davvero, non li sprecano certo per colpire uno stabilimento balneare.

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