Allarme Trichinellosi, tre pazienti ricoverati per aver mangiato salsicce di cinghiale fatte in casa

Tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare sono finiti in ospedale dopo aver mangiato della salsicce stagionate di cinghiale confezionate sottovuoto e di produzione propria. I tre pazienti, residenti nella città di Foggia, sono finiti ricoverati in ospedale con sintomi quali dolori muscolari diffusi, febbre alta ed edema al volto, ed un quadro ematologico di spiccata eosinofilia.

I tre soggetti sono risultati affetti da trichinellosi, ovvero da una zoonosi parassitaria causata da nematodi appartenenti al genere Trichinella di cui oggi si conoscono solo otto specie diversi.Si tratta di una malattia di interesse veterinario in quanto presente soprattutto nei suini e nei cinghiali.In seguito al ricovero in ospedale dei tre pazienti, gli stessi sono risultati affetti dalla trichinellosi, per aver mangiato come già anticipato delle salsicce stagionate di cinghiale confezionate di produzione familiare. Il periodo di incubazione della malattia varia da poche ore a sette-dieci giorni.

E’ stato proprio grazie all’azione congiunta dei medici della UOS Reumatologia dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dei veterinari dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata/ Struttura di Microbiologia degli Alimenti, IZS PB-MA e dei servizi veterinari-Area B della Asl Foggia che lo scorso 29 gennaio si era ipotizzato che i tre pazienti dello stesso nucleo familiare fossero affetti proprio da trichinellosi, e la conferma sembra essere arrivata solo il 5 febbraio dai medici dell’Istituto Superiore di Sanità. Una volta confermata la diagnosi, i medici hanno avviato un’indagine epidemiologica per individuare la fonte di infezione, ovvero un prodotto a base di carne non sottoposto al trattamento termico ed ingerito almeno una settimana prima della comparsa della sintomatologia. Si cominciò a sospettare delle salsicce di cinghiale in possesso dei pazienti e così grazie alla collaborazione dei pazienti si è riusciti ad arrivare alla fonte e dunque alle salsicce stagionate di cinghiale confezionate sottovuoto e queste sono risultate essere contaminati con cariche elevate di larve di Trichinella spp.

Dalle indagini effettuate è emerso che i pazienti appartengono alle famiglie di due cacciatori che avevano cacciato due cinghiali e ne avevano così ricavato delle salsicce, consumate a fine dicembre.Le salsicce furono consumate dalla famiglia anche la sera di Capodanno durante il cenone, e sembra che oltre ai tre pazienti altre 20 persone avrebbero consumato la carne contaminata, motivo per il quale i medici hanno avviato ulteriori indagini per individuare le persone che potrebbero essere state esposte all’infezione e contratto la malattia dunque. Era da tantissimi anni che non si verificano casi di Trichinellosi umana, l’ultimo caso risale al 1968 in agro di Mattinata e ascritto ad un suino allevato allo stato brado.E’ importante ricordare che i batteri o meglio le larve di Trichinella sono uccise soltanto dalcalore e dal congelamento applicati in modo corretto, almeno 70° c o congelamento per almeno un me

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