Allarme zecche, 7 ricoveri in ospedale in pochi giorni per encefalite: come riconoscere i sintomi

0

Allarme zecche a Belluno, 7 ricoveri in ospedale in pochi giorni per encefalite

E purtroppo allarme zecche in Italia e nello specifico in provincia di Belluno dove sono arrivati a 7 i casi di persone ricoverate all’ospedale San Martino della città veneta per TBE, però la meningoencefalite da morso di zecca.

Sistina che dal 1994 ad oggi siano stati segnalati nell’aria di Belluno almeno 194 casi poco meno della metà di quelli registrati sull’intero territorio nazionale. Nella maggior parte dei casi non ci si accorge essere stati morsi da una zecca ma le conseguenze purtroppo possono essere più gravi tanto da portare alla morte. L’allarme è stato lanciato dagli esperti della società italiana malattie infettive e tropicali proprio in vista delle passeggiate nei boschi che gli italiani amano fare anche nei periodi estivi; i morsi di zecca soprattutto se non individuati nel più breve tempo possibile possono provocare dei danni permanenti fino alla paralisi e in alcuni casi come già anticipato possono condurre anche alla morte.

Nello specifico la patologia legata al morso di zecca si chiama meningoencefalite da zecche o primaverile estiva ed è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale diffusa soprattutto nel Nord Est Italia; nella maggior parte dei casi questa malattia le cose in maniera asintomatica mentre in una piccola percentuale può essere addirittura letale. Riguardo il periodo di incubazione questo può essere variabile e l’andamento dei sintomi vede un primo episodio Simil influenzale seguito poi da un periodo di relativo benessere che può durare dai 7 10 giorni cui segue la malattia vera e propria; è chiaro dal momento in cui la zecca entra nell’organismo fino a quando poi si presentano i sintomi passano diversi giorni ed è proprio questo il danno maggiore. ” Non abbiamo mai avuto decessi, nonostante i quasi 200 casi registrati dal 1994 ad oggi. Ma in realtà la mortalità può arrivare sino al 2%”, sottolinea Ermenegildo Francavilla, direttore Unità operativa di Malattie infettive dell’ ospedale di Belluno e componente Simit.

Purtroppo si tratta di una malattia piuttosto grave e non va per questo sottovalutata” e per chi non lo sapesse si può prevenire anche con il vaccino; a tal riguardo gli esperti dicono che bisogna adesso sensibilizzare le persone e non solo ma anche il mondo medico che nella maggior parte delle volte è risultata incapace di conoscere queste patologie in tempo. Il primo caso di  encefalite da zecca è stata identificata per la prima volta in Italia e nello specifico in provincia di Belluno proprio nel 1994. “Attualmente è soprattutto il Nord Est italiano ad essere interessato”, precisa Francavilla. “I primi casi furono descritti in Toscana nel 1975, successivamente nel 1992 in Trentino e infine nella provincia di Belluno nel 1994. Altri focolai sono stati descritti in Friuli e nel 2003 nella provincia di Treviso. Questa patologia potrebbe però essere presente anche in altre aree geografiche, soprattutto quelle montane: è quindi opportuno che i medici di base e il personale sanitario tutto tengano conto di questa possibilità”.

I sintomi

Nel 70-90% dei casi la malattia decorre in maniera asintomatica. Nei casi sintomatici il tempo di incubazione è variabile. L’andamento dei sintomi e’ spesso bifasico: dopo un primo episodio simil-influenzale si ha un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni, cui segue la malattia vera e propria. Il morso della zecca spesso non viene avvertito perché nella saliva dell’animale è contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico nelle ghiandole salivari. È opportuno che chi si rende conto di essere stato morso da una zecca prenda contatto con un medico.

Come evitare le punture

Gli specialisti della Simit consigliano nelle aree interessate dalla malattia di percorrere sentieri guidati; non attraversare prati con erba alta a gambe nude; utilizzare abiti chiari; al rientro da escursioni di ispezionare attentamente le aree di cute esposta per escludere la presenza di zecche. La rimozione della zecca va effettuata utilizzando una pinzetta con un leggero movimento di trazione-rotazione. Prima della rimozione della zecca non vanno invece usati olio e alcool o altre sostanze emollienti o disinfettanti per evitare che la stessa rigurgiti, con conseguente aumento del pericolo d’infezione

Le altre malattie di zecche

«In Italia le zecche possono essere causa anche di due altre malattie. La prima, la borreliosi di Lyme, che è causata da un batterio, Borrelia burgdorferi, è trasmessa dagli stessi vettori implicati nella encefalite da zecche ed è caratterizzata tra l’altro da un’artrite ad andamento cronico. La seconda, la febbre bottonosa mediterranea, è causata da Rickettsia conorii, è trasmessa dalla zecca del cane ed è presente in gran parte delle aree costiere del Mediterraneo. Entrambe queste malattie, a differenza della encefalite da zecche, vanno trattate con antibiotici.

Rispondi o Commenta