Allergia agli acari e asma, in arrivo il primo vaccino-biofarmaco gratuito e sotto forma di pillole

Allergia agli acari, arriva il primo vaccino-farmaco gratuito e sotto forma di pillole

A breve sarà disponibile nel nostro paese il primo vaccino-farmaco contro l’allergia agli acari sottoposto allo stesso iter autorizzativo di un farmaco a differenza degli altri attualmente in commercio. La notizia è stata diffusa proprio negli ultimi giorni dal congresso della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica in corso a Napoli fino alla giornata di sabato.

I dati o meglio i primi dati sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association e stabiliscono che questo nuovo farmaco è stato già approvato in ben 11 paesi europei ed anche in Giappone, mentre negli Stati Uniti è in fase di valutazione da parte della Food and Drug Administration. Si tratta di un farmaco molto importante, perchè da quanto emerso mira a ridurre del 34% il verificarsi di crisi respiratorie e del 40-60 per cento il ricorso a farmaci a base di cortisone. Purtroppo sono davvero tante le persone affette dall’allergia agli acari, che stando a quanto emerso viene provocata da alcuni enzimi presenti nelle loro deiezioni che mescolandosi alla polvere si accumulano su tutte le superficie domestiche.

L’allergia agli acari, oltre ad essere quella più diffusa è anche quella che purtroppo dura tutto l’anno, non ad esempio come quella ai pollini i cui sintomi si riacutizzano in autunno ed in primavera. L’allergia si scatena “quando il sistema immunitario sbaglia – ricorda Canonica – riconosce alcune sostanze come nemiche e le attacca. Il vaccino ripristina la tolleranza che si è persa con la desensibilizzazione allergica.”A tal riguardo è intervenuto Massimo Triggiani, ovvero il direttore dell’Unità di allergologia dell’azienda ospedaliero -universitaria San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona e professore associato di allergologia all’Università di Salerno, il quale ha dichiarato: «Per queste persone anche il normale riposo notturno rappresenta una fonte di esposizione all’allergene. Lo studio, di imminente pubblicazione, descriverà i benefici che hanno riguardato cinquemila persone. Oltre alla riduzione dei sintomi e dell’utilizzo del cortisone per via inalatoria, la ricerca porterà alla luce un calo degli accessi nei pronto soccorso».

Al momento il vaccino è in fase di sperimentazione dunque, ma l’ok definitivo dovrebbe arrivare entro pochi mesi e soprattutto nel nostro Paese il vaccino dovrebbe essere disponibile entro la fine dell’anno. Stando alle informazioni pervenute negli ultimi giorni, sembrache questo nuovo vaccino dovrebbe essere catalogato come farmaco di fascia A, e dunque gratuito e si presenza sotto forme di compresse e non tramite iniezione, come per la maggior parte dei vaccini. Il vaccino “è sublinguale – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente Siaaic – si tratta cioè di compresse, da assumere per un periodo che va da un minimo di uno a 5 anni. Gli effetti benefici si ottengono già dopo poche settimane e non si perdono se la somministrazione dovesse essere interrotta”.Per quanto riguarda gli effetti, invece, stando a quanto dichiarato dagli esperti, sembra che questi arrivino dopo entro un paio di settimane.

Gli Acari e l’allergia.

Sono probabilmente tra i primi animali ad aver colonizzato la terraferma, il primo reperto fossile risale infatti a 290 milioni di anni fa.Si tratta di animali di piccole dimensioni (da meno di un mm. fino a 3 cm di lunghezza), caratterizzati dalla fusione del cefalotorace con l’addome e dall’assenza di segmentazioni evidenti. Comprendono numerose specie parassite temporanee o permanenti di animali e vegetali, responsabili di infestazioni denominate acariasi.

Molte specie di acari sono causa per l’uomo di forti allergie come asma e raffreddore e si nutrono di forfora umana e polvere insediandosi nei materassi, nelle moquette o nei tappeti. Tra le specie più note, generalmente ematofagi che infestano uomini e animali insediandosi sulla cute o sotto di essa, citiamo gli Ixodidi comunemente noti comezecche, le quali oltre a provocare fastidiose irritazioni cutanee (note col nome di rogna), possono essere vettori di pericolose malattie, causate da agenti patogeni come BabesiaeRickettsie; di notevole importanza come responsabili della scabbia citiamo i Sarcoptidi tra cui la Sarcoptes scabiei che scava minuscole gallerie sotto la cute dove trova nutrimento e ambiente adatto all’ovideposizione della femmina; particolarmente visibili sono gli attacchi dei Demodecidi che vivono sulla pelle dell’ospite, in particolare la specie Demodex folliculorum colonizzando le ghiandole sebacee e i follicoli piliferi del viso provoca fastidiose follicoliti, mentre nel cane e in altri animali domestici provoca la rogna follicolare con conseguente caduta del pelo, desquamazione epidermica e in alcuni casi pustole ad esito sclerotico. I pollai possono essere infestati dalle specie del genereDermanyssus che provocano fastidiosi pruriti e perdita di produttività negli animali allevati.

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