Amazon: centro di sviluppo a Rieti e Machine learning a Torino, 1200 posti di lavoro

Amazon, nuovo centro di sviluppo a Torino entro la fine del 2016 1200 posti di lavoro

Entro la fine del 2016, Amazon aprirà un nuovo centro di sviluppo Torino mentre per l’autunno del 2017 è prevista l’apertura di un centro di distribuzione a Roma con una previsione di circa 1200 posti di lavoro.

L’attività di Amazon in Italia è cominciata esattamente il 18 novembre del 2010, poi il primo febbraio del 2011 Jeff Bezos ha annunciato che dall’apertura del sito in Italia si sono trovati 4 milioni di utenti attivi ed un volume di prodotti offerti di circa un milione, tanto che sempre nello stesso anno a Castel san giovanni, si è inaugurato il primo centro di distribuzione in Italia; da quel momento la compagnia ha trovato nel nostro Paese terreno fertile tanto da essere giunti ad oggi a pensare ad un possibile ampliamento sul territorio italiano. “Abbiamo tre principi fondamentali. Primo, l’ossessione per il cliente, anziché per i concorrenti, poi la continua ricerca dell’innovazione, e infine la pazienza: pensiamo sul lungo termine, sappiamo aspettare i risultati”, ha dichiarato il Ceo fondatore di Amazon.L’Italia infatti uno dei paesi online ed è per questo che gli utenti vengono trattati con un porta rispetto motivo per il quale i dirigenti del colosso stanno cercando con un nuovo investimento da oltre 500 milioni di euro di offrire un servizio ancora più efficiente ed efficace agli acquirenti italiani.

Dunque entro la fine dell’anno, verrà inaugurato un nuovo centro di sviluppo il quale sarà grande 60000 metri quadrati e sarà operativo a partire dal 2017; come già anticipato il suo nuovo centro circa 1200 nuovi posti di lavoro e sarà aperto a Passo Corese una frazione del comune di Fara in Sabina a circa 30 chilometri da Roma.Quasi contemporaneamente il colosso dell’elettronica tramite i suoi dirigenti ha fatto sapere di essere pronti ad inaugurare un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Torino al fine di mettere appunto le capacità di intelligenza artificiale e apprendimento automatico di Alexa, ovvero l’assistente vocale basato su cloud Amazon per sopporta Amazon echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.

Saranno assunti ricercatori specializzati nel Machine learning, ovvero la capacità delle macchine informatiche di comprendere le esigenze degli utenti.La notizia è stata annunciata dal fondatore nonché CEO di Amazon.com, Jeff Bezos.“Sono fiero quando per Amazon scelgo la via più coraggiosa, magari più difficile e meno remunerativa, ma più innovativa. All’inizio eravamo solo esperti di vendite online, così quando abbiamo puntato sull’hardware e sui servizi, con il Kindle e il suo store siamo partiti da zero. Come bambini, abbiamo camminato e inciampato, ci siamo scottati, ma abbiamo seguito la nostra intuizione. È stata un’esperienza che ci ha fatto crescere”, ha aggiunto Bezos. Nei prossimi giorni dovrebbe avvenire un incontro tra Bezos ed il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per stipulare tutti gli accordi necessari alla chiusura dell’operazione economico-finanziaria.

Amazon è nata sui sedili di un’auto, nel lungo tragitto tra New York e Seattle, dove Jeff Bezos ha scritto un primo abbozzo di business plan. Al garage, luogo simbolo della nuova imprenditoria americana, c’è arrivata nel 1995, per vendere libri su Internet: oggi è il più grande negozio del mondo, virtuale e non. E a 52 anni, con un capitale personale di quasi 65 miliardi di dollari (è il quarto uomo più ricco del mondo), Bezos non si tira indietro di fronte a nuove sfide. Ha comprato il Washington Post e avviato Blue Origin, un’azienda di viaggi spaziali. Ha recuperato i resti dell’astronave Apollo 11 sul fondo dell’Atlantico e lanciato un avveniristico smartphone con interfaccia in 3D (il Fire Phone), presto diventato il flop tecnologico del 2014. «Siamo il miglior posto del mondo dove fallire (e abbiamo molta esperienza in merito!», ha scritto qualche mese fa agli azionisti. «Fallimento e invenzione sono gemelli inseparabili. La maggior parte delle grandi aziende sposa l’idea dell’invenzione, ma non vuole confrontarsi con la serie di fallimenti necessaria per arrivarci».

«Non guadagniamo niente dai tablet, e nemmeno dai lettori eBook. Possiamo offrire tanta tecnologia a un prezzo basso perché i nostri profitti vengono dagli acquisti sullo store: libri, musica, film, giochi, giornali, ma anche altri beni di consumo».

LA TECNOLOGIA

«Non è così importante che i clienti abbiano l’ultimo modello: chi acquista un libro con un Kindle di cinque anni fa comunque ci arricchisce. Abbiamo un nuovo lettore eBook, che è il migliore di tutti gli altri, ma non costringiamo nessuno a cambiare, mentre chi vende hardware punta sul costante rinnovamento».

GLI EBOOK

«Nella mia idea, Amazon offrirà ogni libro che sia stato mai stampato, in commercio o fuori catalogo, in tutte le lingue, in ogni momento. Tutto accessibile con un semplice tocco dello schermo».

LO SMARTPHONE

«Gli apparecchi mobili miglioreranno e si diffonderanno ovunque: più autonomia, più velocità, display migliori. Questo per noi significherà maggiori opportunità di vendita, perché su tablet e smartphone è ancora più facile accedere ai nostri store, sia digitali che fisici».

I PRINCIPI DI AMAZON

«Abbiamo tre principi fondamentali. Primo, l’ossessione per il cliente, anziché per i concorrenti, poi la continua ricerca dell’innovazione, e infine la pazienza: pensiamo sul lungo termine, sappiamo aspettare i risultati».

L’APPROCCIO

«Paragonarmi a Steve Jobs è un grande complimento, che sinceramente apprezzo. Ma non è così che mi vedo io: ad Amazon abbiamo il nostro approccio, seguiamo una strada che è solo nostra».

IL NOME

«Abbiamo preso il nome dal Rio delle Amazzoni, il fiume più grande del Pianeta: fin dall’ inizio la nostra idea era offrire la più vasta selezione di prodotti al mondo».

I MERCATI

«Come tutti, gli italiani vogliono prezzi bassi, spedizioni veloci e offerta più ampia possibile. Credo che col tempo tenderà a scomparire anche la differenza di prezzo tra i vari Paesi: la strategia per cui alcuni mercati sono più importanti di altri e hanno prezzi più bassi non è più praticabile».

LE SCELTE

«Sono fiero quando per Amazon scelgo la via più coraggiosa, magari più difficile e meno remunerativa, ma più innovativa. All’inizio eravamo solo esperti di vendite online, così quando abbiamo puntato sull’hardware e sui servizi, con il Kindle e il suo store siamo partiti da zero. Come bambini, abbiamo camminato e inciampato, ci siamo scottati, ma abbiamo seguito la nostra intuizione. È stata un’esperienza che ci ha fatto crescere».

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