Anticipazioni Un Posto al Sole: Sandro è tornato a Napoli perchè crede all’innocenza del padre”

Non molto tempo fa, il suo personaggio, Sandro Ferri, aveva lasciato Napoli insieme all’amato Claudio (Gabriele Anagni) per allontanarsi dal padre Roberto (Riccardo Polizzy Carbonelli), che non accettava la sua omosessualità. Da alcune settimane, invece, Alessio Chiodini è tornato sul set di Un posto al sole e questa volta per restarci a lungo, come lui stesso racconta.

Alessio, dopo un po’ di assenza, il tuo personaggio è rientrato all’interno della storia. Cosa è successo?«Sì, io e il mio compagno Claudio (Gabriele Anagni) ci siamo trasferiti a Roma, dove lui studia recitazione e intanto lavora anche a teatro. Però, adesso Sandro è tornato a Napoli, dalla sua famiglia, per stare vicino al padre Roberto, implicato nella scomparsa di Miriam (Angela Tuccia). Convinto dell’innocenza del padre, si accorda con il fratello Filippo (Michelangelo Tommaso) per risollevargli il morale e cercare di aiutarlo a dimostrare la verità».

Come sei stato accolto dagli altri membri del cast? «Benissimo. Sono stati tutti felici di rivedermi. Siamo una grande squadra, dove tutti hanno un ruolo preciso e danno il loro contributo. Ogni tanto fa bene staccare un po’ la spina, anche se poi senti subito la nostalgia del set e non vedi l’ora di tornare. Adesso sono felicissimo, è stato un ritorno a casa. Poi, amo tanto Napoli, una città meravigliosa, piena di persone fantastiche». In questo periodo di lontananza, com’è cambiato Sandro? «È cresciuto. Ha un approccio diverso nei confronti della famiglia. Naturalmente è maturato. Sono stati diversi gli eventi che hanno contribuito al suo cambiamento: lasciare la casa patema e andare a stare con il suo compagno. Sandro e Claudio sono riusciti a coronare il loro sogno di vivere insieme. Per il momento va tutto bene, sono felici, ma si sa che l’amore è imprevedibile».

Tu, invece, che cosa hai fatto lontano dal set di Un posto al sole? «Ho preso parte a due spettacoli teatrali. Nel primo, dal titolo Piombo & cocaina – La storia di Renato Vallanzasca, ho interpretato del famigerato bandito. Si trattava di un docu-spettaco- lo scritto da Antonio Nobili e diretto da Pietro De Silva, in cui si racconta la nascita del “mito Vallanzasca”, che nella sua carriera criminale è stato condannato complessivamente a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione. Lo spettacolo mostra scene dell’epoca, ma si aggiungono anche delle interviste a lui più anziano, ai giorni nostri, e alla vedova del Maresciallo Luigi D’Andrea, una delle sue tante vittime.

Il titolo è stato scelto proprio in virtù del fatto che Vallanzasca era il capo della banda e si occupava delle modalità con cui affrontare le rapine, imponendo che non si sparasse mai per primi, mentre il suo secondo, Massimo Loi, si dedicava agli affari di droga». Come ti sei trovato in questo ruolo? «Benissimo e a mio agio. Per un attore è affascinante affrontare una psicologia e una personalità così distante dal proprio essere, una sfida davvero stimolante. Ho visto interviste, video e film, su Vallanzasca c’è tanto materiale. Mi è piaciuto indagare sui suoi lati oscuri, sul suo carattere così originale, tanto da riuscire a diventare quasi un divo, nonostante le efferatezze di cui si è macchiato».

E, invece, il secondo spettacolo? «Si tratta di un’opera completamente diversa, che parla del poeta Giuseppe Ungaretti. In occasione del centenario della Prima guerra mondiale, lo Young Theatre ha prodotto Fogli d’immenso silenzio, uno spettacolo musicale di Antonio Nobili con canzoni originali di Antonio Tocco e Davide Tamburrino. Nell’opera, si racconta l’uomo che affronta e subisce la guerra. In particolare, ho interpretato il soldato Ungaretti, un poeta di trincea, una grande figura della letteratura italiana, che partecipò alla guerra da volontario, scrivendo le sue celebri poesie su foglietti sparsi».

Quando non lavori, che cosa ti piace fare? «Mi piace molto il calcio. Seguo la mia squadra del cuore, la Roma, pratico sport e vado al cinema. Amo anche fare lunghe passeggiate, ascoltare musica e uscire con gli amici. Però, la mia più grande passione rimane la recitazione. Infatti, quando non lavoro, studio. Sto frequentando la facoltà di Scienze dello Spettacolo a Roma, sono all’ultimo anno. Purtroppo per via del lavoro, lo studio ha subito dei ritardi, ma ci tengo molto a terminare il percorso».

Sei single o fidanzato? «Sono tornato single da poco». Come deve essere la tua ragazza ideale? «Mi piacciono le ragazze semplici, dolci e pazienti. Non sopporto quelle “costruite”, che si spacciano per ciò che non sono. Purtroppo, non è facile stare con un attore. Spero di trovare presto la donna giusta».

Sei social? «Non molto. Ogni tanto frequento Facebook, dove ho una pagina ufficiale e un profilo privato. Non sono un grande amante dei social, li utilizzo solo per promuovere il mio lavoro. Mi fa piacere rispondere ai messaggi e scambiare opinioni con i fan, con i quali ho un ottimo rapporto. Per il resto, come ragazzo mi sento un po’ all’antica. Penso sia dannoso per la salute e per i rapporti sociali stare sempre connessi. Per certi aspetti, la tecnologia è negativa».

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