Anticipazioni Un Posto al Sole: Ugo e Niko vengono pestati dai camorristi

La minaccia della camorra incombe sulle vite dei protagonisti di Un posto al sole. Da mesi il ricco imprenditore Umberto De Carolis (Luigi Petrucci) – che nella serie è il padre di Ugo (Raffaele Imparato) e l’uomo vicino a Giulia (Marina Tagliaferri) – è perseguitato dal clan dei Maiorano, che decideranno di forzare la mano. Chi avrà la peggio è il figlio di De Carolis, che subirà un agguato dagli scagnozzi del clan: a passeggio per Napoli con l’amico Niko (Luca Turco), Ugo verrà circondato e picchiato selvaggiamente, come si vede in queste drammatiche sequenze che Nuovo Tv vi mostra in anteprima e che saranno presto trasmesse su Raitre.

«Tutto comincia con una spallata, ovviamente volontaria, da parte di uno degli scagnozzi. In un attimo è rissa, nonostante gli sforzi di Ugo per evitare lo scontro», racconta Raffaele Imparato, protagonista assieme al collega Luca Turco di questa puntata ad alta tensione. E questo sarà solo uno dei pericolosi momenti che coinvolgerà molti personaggi della vicenda: presto, infatti, la situazione diventerà esplosiva.

Raffaele, il tuo personaggio se la vede male… «Si salva veramente per un pelo. La premessa è che Ugo pratica da due anni e mezzo pugilato, ma senza molti risultati. Forse il massimo della lotta che sarebbe in grado di condurre è quella coi cuscini contro la sua fidanzata Cristina, e pure gli andrebbe male, posso giurarci! La palestra lo ha aiutato ad acquisire sicurezza nei rapporti umani, ma siamo ben lontani dall’immagine del ragazzo in grado di uscire a testa alta da una scazzottata. Verrà colpito duro dagli aggressori, e poi dovrà fare pure i conti con gli attacchi di panico. Per lui, che è sempre vissuto sotto una campana di vetro, è una situazione troppo difficile da affrontare».

Quali conseguenze ci saranno per Ugo? «Questa vicenda è un improvviso squarcio di verità che si apre sulle menzogne di suo padre. De Carolis pensa di voler tutelare il figlio, in realtà ha con Ugo un rapporto fatto di silenzi e bugie. A- desso il mio personaggio si trova, volente o nolente, a dover fare i conti con un rapporto per nulla autentico. E l’escalation di violenza non fa che amplificare il senso di malessere e di insoddisfazione che si avverte a casa De Carolis. Da attore ho dovuto confrontarmi con la psicologia di Ugo per rendere al meglio queste scene».

E stato diffìcile girare le scene di lotta? «Faccio arti marziali da dieci anni, sono cintura nera. Per me, paradossalmente, è più difficile sembrare imbranato e scoordinato come Ugo.
La difficoltà, a parte il freddo alle sette di mattina, era raggiungere un equilibrio tra verità e leggerezza». Una volta venuto a galla il coinvolgimento del padre con la camorra, che cosa succederà nella soap?«Per Ugo il padre diventerà una specie di mostro, il rapporto tra i due entrerà in profonda crisi». C’è qualcosa che ti accomuna con Ugo? «Per certi versi abbiamo fatto un percorso simile, lui ha usato il pugilato per crescere, io il teatro. Con Ugo ho l’opportunità di dare una “rivincita” a tutti quei ragazzi che nell’immaginario collettivo non sono considerati “fighi” e che vengono considerati sempre perdenti».

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