Approvata la Legge sul caporalato, arrivano pene severe per chi sfrutta: carcere fino a 8 anni

approvata-la-legge-sul-caporalato-arrivano-pene-severe-per-chi-sfrutta-carcere-fino-a-8-anniApprovata nella giornata di ieri la legge sul caporalato, una risposta piuttosto dura allo sfruttamento dei lavoratori in condizioni disumane da parte di intermediari senza alcun scrupolo. Grazie al lavoro dei Ministri Orlando e Martina si è giunti all’approvazione di una legge che prevede delle pene davvero severe. Da oggi in poi, saranno sanzionabili anche con la confisca dei beni, non solo gli intermediari illegali ma anche i datori di lavoro consapevoli dell’origine dello sfruttamento. La legge, approvata in prima lettura del Senato ai primi di agosto, introduce il carcere non solo per il caporale, ovvero il mediatore illegale che mette in contatto braccianti e aziende agricole, ma anche per il datore di lavoro e le imprese che sfruttano il lavoratore; previste fino a sei anni di carcere che possono arrivare anche fino ad otto ore nel caso in cui ci sia violenza o minaccia per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Previste anche altre pene oltre al carcere, come multe di importo che varia da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato che possono anche arrivare a 2 mila euro per ogni lavoratore se il reato è accompagnato dall’aggravante della minaccia o della violenza. Inoltre, nel caso in cui venga applicata una pena, diventerà obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato o che siano il prezzo, il prodotto o il profitto del reato stesso. “Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perchA© sulla dignitA delle persone non si tratta”, ha detto da parte sua il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.Lo stesso ha anche aggiunto che l’agricoltura si è messa alla testa questo cambiamento, che si pone l’obiettivo di isolare chi sfrutta ed ancora salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono una ingiusta concorrenza sleale.

“Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Intervenuta sull’argomento anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ed il segretario generale della Fai-Cisl, Luigi Sbarra e il segretario generale della Uila-Uil,Stefano Mantegazza che definisce la nuova legge straordinario passo in avanti. “Ci eravamo presi l’impegno di approvare il disegno di legge sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro nero in agricoltura, e lo abbiamo mantenuto”, ha commentato soddisfatto il presidente della Commissione agricoltura della Camera Luca Sani.

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