Arrestato l’imprenditore Proietti, accusato di bancarotta fraudolenta aggravata:ristrutturò casadi Tremonti

Arrestato l'imprenditore Proietti, accusato di bancarotta fraudolenta aggravata ristrutturò casadi TremontiE’ finito seriamente nei guai l‘imprenditore edile romano Angelo Proietti, conosciuto per essere stato associato alla vicenda della casa da lui ristrutturata e messa a disposizione dell’ex ministro Giulio Tremonti.

Angelo Proietti adesso è finito agli arresti domiciliari, accusato di bancarotta fraudolenta. E’ questo quanto ha deciso il gip di Roma al termine dell’inchiesta del Nucleo speciale di Polizia Valutariadella Guardia di Finanza. Angelo Proietti è indagato insieme ad altre quattro persone per il reato di bancarotta fraudolenta aggravante per aver distratto ingenti somme di denaro, circa 11 milioni di euro, dal patrimonio di due società riconducibili a se stesso ed averne poi provocato il fallimento, che venne dichiarato dal Tribunale lo scorso 21 maggio dell’anno successivo. Nella sentenza relativa al fallimento, i giudici rilevano la grave situazione debitoria per un totale di circa 9.209.542,00 euro di debiti. Per la vicenda dell’appartamento ristrutturato, l’ex ministro Tremonti, imputato per finanziamento illecito di un deputato, il 10 aprile 2014, patteggiò la pena

Le fiamme gialle avrebbero accertato che Proietti era il titolare di alcuni contratti di appalto con diverse istituzioni ed enti del Vaticano (tra cui Apsa, Lumsa e Ospedale Bambino Gesù). Secondo gli investigatori, l’impreditore incassava direttamente ingenti pagamenti che avrebbero dovuto invece essere effettuati alla società fallita. Nel 2010 sempre la Procura di Roma chiese ed ottenne il sequestro di 23 miloni di euro dello Ior depositati presso la Banca Credito artigiano, soldi che lo Ior voleva movimentare senza rispettare la disciplina antiriciclaggio vigente nel mostro paese. Per l’esecuzione del sequestro preventivo sul conto Ior bisognerà procedere a una rogatoria con lo stato Città del Vaticano, e sarà una rogatoria classica, visto che tra Italia e Vaticano non vi sono più forme ravvicinate di cooperazione.

Proietti è finito in un guaio giudiziario per il quale rischia fino a 15 anni di carcere per avere, nella qualità di amministratore unico della Edil dal 3 marzo 1999 al 16 agosto 2011 e successivamente di amministratore di fatto e dominus della società, incorporata a maggio del 2013 dalla Emiroma srl, distratto beni dal patrimonio della società, sottraendo dal conto corrente acceso presso Banca Etruria e intestato alla Edel Ars la somma di 7.543.229,00 euro mediante 256 prelievi di contanti, dall’11 gennaio 2005 al 2 febbraio 2012. Mariano Burani, uno dei due legali che difendono l’imprenditore, ha detto di non aver ancora visto l’ordinanza di custodia cautelare e che si tratta di “una questione complessa e molto tecnica“.Il gip, su richiesta dei pm che avevano sollecitato senza esito anche i sigilli di una imbarcazione dell’imprenditore, ha anche disposto il sequestro delle somme residue giacenti presso lo Ior (circa 1,4 milioni di euro) ma per l’applicazione della misura è necessaria una rogatoria internazionale con lo Stato della Città del Vaticano che la Procura ha già messo in moto. Lo stesso avvocato ha aggiunto:“Sono sicuro che Proietti saprà spiegare tutto”.

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